Aumentano le royalties? Apple potrebbe chiudere iTunes Store [Aggiornato]

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Ve lo immaginate che cosa sarebbero gli iPod senza iTunes Store? E che succederebbe al mercato americano e mondiale della musica digitale se lo store virtuale di Apple, improvvisamente, dovesse chiudere? Domani la Copyright Royalty Board americana si riunirà a Washington per decidere se approvare o respingere la richiesta della National Music Publishers’ Association che vuole innalzare  da 0,09$ a 0,15$ le royalties da versare sulla vendita della versione digitale di qualsiasi canzone: un aumento del 66%. A riportare la notizia è Fortune, da cui apprendiamo che Apple non ha commentato la vicenda recentemente ma che un’anno fa Eddy Cue si era già espresso in maniera piuttosto catastrofista sull’argomento: se salgono le royalties, chiudiamo.

UPDATE: Secondo quanto deliberato dalla commissione federale in data 2 ottobre, le royalties sui brani digitali rimangono fissate a 9 centesimi di dollaro per canzone. La decisione sarà valida per i prossimi 5 anni.

Ecco quanto dichiarato in tale occasione da Eddy Cue, ora Vice Presidente di Apple divisione Sevizi Internet, alla commissione federale:

“Se [iTunes music store] fosse costretto ad assorbire qualsivoglia incremento nelle … royalties, il risultato sarebbe l’innalzamento della probabilità per lo store di operare in perdita – che non è un’alternativa possibile. Apple ha più volte ribadito che investe in questo settore per guadagnare, e con ogni probabilità non continuerà a tenere in piedi [l’iTunes Music Store] se non fosse più possibile operare con profitto”.

Nella stessa nota Cue aveva precisato poi che una rimodulazione del listino prezzi per assorbire l’aumento non è concepibile, le canzoni dovranno continuare a costare un dollaro. Al momento Apple versa circa il 70% del ricavo della vendita di ogni singola canzone alle etichette che poi a loro volta girano 9 cents  ai publisher detentori dei diritti sul brano. La proposta delle case discografiche, che non hanno affatto intenzione di sganciare i 15 cent di tasca propria, è quella di sostituire il sistema delle royalties con una remunerazione ai detentori di diritti dell’8% sulle vendite complessive.

La proposta della Digital Media Association, che rappresenta anche Apple, è però ancora meno allettante per i publishers. La percentuale suggerita è solo del 4,8%. La decisione di domani da parte della commissione federale è molto attesa perché è la prima che verrà presa riguardo la vendita di musica digitale e perché resterà in vigore per i prossimi 5 anni.