
Greenpeace ha aggiornato ieri i suoi report sulle aziende più “verdi” del pianeta. Apple ha scalato alcune posizioni piazzandosi al quinto posto nella classifica generale, che tiene conto di molti fattori, mentre è indicata come la migliore in assoluto per quanto riguarda l’eliminazione di alcuni componenti tossici dalla fase di produzione.
Secondo il report di Greenpeace la maggior parte dei “punti” che hanno permesso all’azienda di Cupertino di salire in classifica derivano dai risultati ottenuti sotto questo aspetto, mentre Jobs & soci sarebbero ancora carenti per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e del risparmio energetico. Nokia rimane al momento l’azienda del settore dell’elettronica di consumo più verde del pianeta.
Apple ha intrapreso una politica ecologica ben delineata negli ultimi anni, coadiuvata anche sul piano del marketing con spot ideati appositamente per comunicare gli sforzi compiuti per la realizzazione di Mac sempre più “verdi”. Tutti i nuovi prodotti lanciati da Apple nel corso degli ultimi due anni sono andati in questa direzione, a testimoniare che quello dell’azienda di Cupertino non è un impegno di facciata.
L’introduzione di nuovi Mac realizzati totalmente in alluminio e l’adozione di nuovi sistemi di lavorazione delle materie plastiche ha consentito ad Apple di produrre i propri computer senza ricorrere ritardanti di fiamma a base di bromo e cloro (BFR e CFR) e di eliminare il PVC (materiale usato per l’isolamento della cavetteria interna) dall’elenco dei componenti plastici utilizzati nei propri prodotti.
Greenpeace, che pure in passato aveva continuato a criticare Apple nonostante le buone intenzioni dichiarate già ad inizio 2008 e attuate in maniera concreta dall’azienda sin dal lancio dei primi MacBook Unibody, ha riconosciuto quest’impegno pur segnando un paio di “meno nel registro” per l’azienda. In particolare Greenpeace critica l’assenza, sul sito di Apple, di informazioni precise sulle comunicazioni in atto fra l’azienda e i fornitori orientali riguardo le questioni ecologiche, e di informazioni chiare sui piani futuri per l’eliminazione di ulteriori componenti tossici dalla fase di produzione dei computer della Mela.
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