Custodie iPhone 5C, “non” sembrano nate insieme al telefono

di Giuseppe Benevento 20

Quest’anno non ho potuto seguire il keynote di Apple per la presentazione del nuovo, anzi, dei nuovi iPhone 2013 perché in volo. Appena atterrato, però, ho subito chiesto notizie e iniziato a leggere cosa Cook & Co. avessero presentato. Inutile dire che non sono stato stupito affatto di vedere un iPhone 5S dorato, il riconoscimento delle impronte digitali per la famiglia “S” e gli iPhone 5C colorati. Se ne parlava da tempo, ma ciò che mi ha lasciato veramente di stucco sono state le cover. Una vera one more thing (nel senso che sono davvero un di più). Lo shock, però, sono state le cover per iPhone 5C con motivo traforato.

Già alla presentazione di iOS 7 si era capito che ad Ive e al suo team piacessero cerchi, tondi, circonferenze, bolle, palle o come preferite chiamarli. Idea probabilmente bocciata quanto l’iPhone, il primo, quello del 2007, era ancora un prototipo. Se la memoria non mi inganna, in fase di sviluppo del sistema operativo di allora, infatti, erano presenti dei cerchi che indicavano l’intensità del segnale. Sostituiti poi, nella versione rilasciata insieme al telefono di allora, dalle classiche barre a cui siamo abituati da anni. L’idea dei cerchi per il segnale, e non solo per quello, è tornata in auge ultimamente nella Apple post Jobs.

La “perversione” per il 2πr o il per il πr2 che avremmo dovuto presagire già con gli iPod nano del 2012 e che ora riempie il nuovo iOS 7, però, ha contagiato il team per il design anche per quel che riguarda le nuove custodie iPhone 5C. Non ho avuto modo di vederle dal vivo, toccarle, usarle per sentirne la “fusione” con il telefono, ma, a primo acchito, l’idea che mi danno, al contrario di ciò che dice Apple, è che non sembrino nate insieme al telefono.

Custodie iPhone 5C, non sembrano nate insieme al telefono - TheAppleLounge.com
Il gioco di colori che viene fuori dall’unione degli iPhone 5C e delle nuove cover designed by Apple può piacere o non piacere, non entro nel merito di una questione del tutto soggettiva (a me, comunque, molti di quegli accostamenti non piacciano affatto), ma è certo che l’effetto finale non sia proprio il massimo. A meno che non vogliate usarlo in coordinato con degli zoccoli di gomma.

Il gioco di trafori copre il nome del prodotto in modo tale da lasciare scoperto un “non“. La prima “n” altri non è che la “h” con parte della sua asta verticale occultata dalla cover. La “o” e la “n” sono invece parte del nome iPhone. Un simile dettaglio trascurato è saltato subito agli occhi di molti. Non voglio cadere nel cliché del “se ci fosse stato Jobs non lo avrebbe permesso”, ma un simile errore, perché per me tale è, è davvero eclatante. Ed è incredibile che qualcuno non si sia opposto categoricamente alle scelte di Ive e del suo team (Cook, mi stai ascoltando?). Il “non” è una negazione presente anche nella lingua inglese. È davvero strano, quindi, che nessuno abbia bloccato una simile oscenità stilistica e di design che ha visto la vita in nome e per passione dei cerchi. Associare una negazione a un prodotto! Sanno anche i bambini che non è la cosa migliore da fare per questioni comunicativo-visuali e psicologiche.

I difensori di questa scelta diranno certamente che le cover che in questi anni i produttori di terze parti hanno realizzato per gli iPhone di turno hanno stravolto anche molto di più le linee del telefono. Vero! Però si trattava appunto di produttori di terze parti e non di chi si occupa del design del prodotto in toto.

Mi chiedo a cosa servano davvero quei fori. Non posso pensare che l’idea di giochi di colori sia vera, perché la trovo ridicola, bambinesca o un maldestro modo per dare l’idea all’inconscio dell’utente che l’iPhone sia disponibile in varianti cromatiche superiori di numero a quelle di telefoni della concorrenza. Non posso pensare neppure che quei fori siano la trasformazione in realtà dell’amore viscerale per le forme condizionate dal π. L’unica idea che mi sono fatto sull’uso di quel tipo di cover è quindi un’altra.

L’iPhone 5C è in plastica (chiamatela pure policarbonato, ma sempre plastica è). L’iPhone 5C altri non è che un iPhone 5 realizzato con materiali meno costosi. L’iPhone 5 non è proprio un telefono fresco. Giocateci un po’, ad esempio, per sentire come si riscalda. L’iPhone 5C, quindi, dovrebbe riscaldarsi come il 5. L’iPhone 5C è rivolto a una fascia di utenza giovane e che vuole spendere meno (certo! Tutti i ragazzini hanno 600 euro da spendere per un telefono vecchio di un anno, di plastica e con una capienza di appena 16 GB; figuriamoci 700 euro per uno da 32 GB, ma questa è un ‘altra storia), quindi si presuppone che i giovani utenti giocheranno molto col loro colorato telefono che, dunque, si scalderà non poco. L’assenza di metallo esterno in favore della plastica rallenta la dissipazione del calore con conseguente aumento del surriscaldamento. Agli utenti più giovani piacciono le cover colorate, me se ne comprassero di fatte da produttori terze parti che sigillano il telefono nascerebbero i problemi di surriscaldamento. Soluzione: cover forate fatte dalla casa (che conosce i limiti del suo nuovo colorato gioiello) per far respirare l’iPhone 5C.

La mia è solo una congettura. Tante supposizione fatte senza neppure aver visto il telefono dal vivo o usato. Però io spero davvero che il motivo delle cover forate sia quello appena espresso, perché se così non fosse la vedrei come una gran caduta di stile e di scarsa attenzione al prodotto e al suo nome. Piuttosto, per non vedere il nome iPhone trasformato in un “non” avrei preferito l’assenza dello stesso nome sul retro in plastica del telefono. Sarebbe stata almeno una scelta accostabile a quella della scomparsa del nome del prodotto sui portatili Pro di Apple. Quel “non” non lo digerisco affatto. A livello di psicologia dei consumi, quel “non” che compare quando si usano le nuove cover di Apple è certamente una delle peggiori scelte che a Cupertino abbiano preso negli ultimi 15 anni. Paragonabile solo alla mela rovesciata dei gli iBook G3 quando aperti (cosa alla quale poi Apple rimediò). E anche in quel caso c’erano di mezzo i colori. Sarà mica un caso?

Insomma, se non si fosse capito, a me la soluzione adottata da Apple non piace affatto. La trovo banale, sciatta, di poco gusto e non degna di un brand che ha fatto dell’attenzione ai dettagli la sua bandiera, il suo cavallo di battaglia. E voi cosa ne pensate? Come motivate la scelta di un simile design per le cover del nuovo iPhone 5C?