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iPad mini: la recensione di The Apple Lounge

Per lungo tempo iPad mini è stato solo un rumor, fomentato da poche indiscrezioni e molti utenti speranzosi. Questo mese il piccolo tablet di Apple è diventato realtà, e come confermato dalle brevi code di fronte agli Apple Retail Store, potrebbe non bissare il successo dei suoi predecessori, complici la concorrenza spietata di Google e Amazon e un prezzo impopolare. A 330€, iPad mini è un piccolo tablet sovrapprezzato?

LOOK & FEEL

iPad mini non è un iPad rimpicciolito. Questa è la prima impressione che si ha prendendolo in mano. Il design è completamente differente dagli altri iPad, e anche la sensazione che si prova impugnandolo è differente, quasi più intima rispetto ai suoi predeccesori.

Lo ha sottolineato anche Phil Schiller durante l’evento di presentazione, e lo ripete Jony Ive nel solito video promozionale pubblicato sul sito di Apple. iPad mini è un nuovo iPad. Se proprio lo si vuole paragonare a qualche altro iDevice potrebbe ricordare i nuovi iPod touch.

Il retro è piatto, e avvicinandosi ai lati si arrotonda rapidamente, ricordando proprio le forme degli ultimi lettori multimediali di Apple. Disponibile in due colorazioni, iPad mini presenta, sulla versione nera, la verniciatura della scocca in alluminio, proprio come per il metallo di iPhone 5 e, di nuovo, di iPod touch.

La qualità dei materiali è impareggiabile. Con i suoi 300 grammi di peso, il dispositivo è sorprendentemente leggero e grazie alla struttura in vetro e alluminio altrettanto solido e piacevole da toccare. Una cornice in metallo lucido circonda il vetro che copre il display, mentre facendo scivolare il dito sulla superficie del device non si percepisce alcun dislivello.

Nella parte inferiore di iPad mini fa la comparsa l’ingresso per il nuovo connettore Lightning di Apple, e una griglia che permette al suono degli altoparlanti (stereo) di farsi strada. Sotto questo aspetto niente di eccezionale, considerato che l’audio viene direzionato lontano dallo schermo (e quindi delle orecchie dell’utente).

Il alto sono presenti il solito ingresso jack per gli auricolari (niente EarPods all’interno della confezione) e il bottone Sleep. Sul lato destro fanno invece la loro comparsa l’interruttore per il muto/blocco rotazione e i controlli per il volume, qui costruiti come due bottoni separati, e non come l’unico rocker visto su tutti gli altri iPad.

La dimensione e il peso del nuovo iPad lo rendono facilmente impugnabile in una sola mano anche da chi, come il sottoscritto, si ritrova delle deliziose mani di fata. Da elogiare l’algoritmo che riconosce il tocco accidentale del pollice mentre si impugna il device. Quando il dito sfora dalla sottile cornice laterale e tocca il display, l’input viene ignorato. Proprio la cornice asimmetrica, strettissima ai lati e molto ampia in alto e in basso, lascia grande spazio al vero protagonista di iPad mini, il display da 7,9 pollici.

DISPLAY

Apple ha fatto un buco nell’acqua con questo display? Molti sospetti sono circolati sulla rete negli scorsi giorni, lamentando la scelta di Apple di inserire uno schermo non Retina su iPad mini.

Il display ha infatti una risoluzione di 1024 x 768, proprio come le prime due generazoini di iPad. Il fatto che questi pixel si trovino però su una superficie inferiore di 1,8 pollici permette ad iPad mini di avere una risoluzione di 163 pixel per pollice contro i 132 di iPad 2. Non si tratta di un Retina Display, ma la risoluzione non è tutto.

Se è vero che è possibile distinguere i pixel sullo schermo, è altrettanto vero che il display è luminoso, i neri sono profondi, il contrasto ottimo e la resa cromatica eccellente. Aprire una applicazione come Guardian Eyewitness dimostra che Apple sa come costruire un display, anche quando non è Retina.

Certo Nexus 7, di cui già ha ampiamente parlato Schiller, ha un display con una definizione maggiore. La sensazione, usando il tablet di Asus prodotto su specifiche di Google, è però che i colori siano slavati. Visualizzare una pagina in bianco e nero con del testo è senza dubbio più piacevole su Nexus 7, ma anche solo osservare lo stesso sfondo colorato e le icone delle applicazioni è più piacevole su iPad mini.

Se Cupertino avesse scelto di montare un display con la quantità di pixel di un iPad di terza o quarta generazione il prezzo del device sarebbe lievitato, anche perché si sarebbe reso necessario l’utilizzo di un processore come l’A5X. Anche la durata della batteria ne avrebbe risentito.

Quella di un display 1024 x 768 era l’unica opzione valida per Apple. Su iPad mini funzionano infatti esattamente le stesse app che funzionano su iPad 2, solo su uno schermo più piccolo. Rimanendo invariato il numero di pixel e la proporzione del display, i developer non devono sviluppare una differente versione del loro software per un terzo tipo di schermo.

Gli elementi selezionabili risultano più piccoli rispetto ai display da 9,7 pollici degli altri iPad, ma ancora comodamente toccabili. Anzi, i pulsanti della tastiera software, quando si tiene il dispositivo in verticale, sono più semplici da raggiungere.