
“Dopo aver visto questo video, siamo giunti ad una conclusione: Apple deve imparare ad accettare le prese in giro”, scrive Joshua Topolsky su Engadget. Il video in questione è quello che potete vedere qui di seguito, in cui Ellen Degeneres, popolare conduttrice e comica statunitense, si scusa con Apple per un suo sketch sull’iPhone.
La Degeneres aveva mandato in onda lunedì un finto spot iPhone da lei realizzato in cui simulava una totale incapacità nell’utilizzo del dispositivo per inviare un SMS. Un piccolo sketch nemmeno troppo divertente e appartenente al genere fin troppo inflazionato delle parodie dei commercial Apple.
Beh pare che a Cupertino Katie Cotton e la sua band non l’abbiano presa bene, e si siano lamentati direttamente con la conduttrice, perché il finto spot faceva sembrare l’iPhone difficile da utilizzare.
“Divertente, vero? Io penso che fosse divertente, un po’ di gente ha pensato che fosse divertente” ha detto la conduttrice durante la puntata di martedì del suo show. “Sapete chi non ha pensato che fosse divertente? Esatto, quelli di Apple non hanno ritenuto che fosse poi così divertente. […] Voglio solo dire che mi dispiace se ho fatto sembrare che l’iPhone sia difficile da usare, non lo è. Io ho un iPhone, Portia ha un iPhone (Portia De Rossi, sua moglie – ndr).[…] Mi piace, mi piace il mio iPad, il mio iPod. […] Per cui, Apple, Steve Jobs – Mr Macintosh, mi scuso. Mi dispiace!”.
Se è vero che Apple si è lamentata con la Degeneres per una presa in giro bonaria come questa, beh non si può che essere d’accordo con Topolsky. La divisione marketing di Cupertino riesce a raggiungere risultati invidiati da tutta l’industria, per poi cadere vittima della propria carenza di senso dell’umorismo. O forse semplicemente pensano che il target di Ellen non sia in grado di fra le battute della conduttrice e un vero commercial Apple, chi lo sa.
Pare proprio però che la Degeneres non ci ha messo molto a farsi stuoino dopo il richiamo di Cupertino. Vittima del reality distortion field o semplicemente volenterosa di evitare – dietro pressioni dall’alto – che Apple smetta di riversare dollaroni nelle casse della rete per colpa di un contenuto televisivo di rilevanza “professionale” pressoché nulla?