
A Napoli, se la mia conoscenza delle gergalità partenopee e della cinematografia anni ’90 non mi inganna, lo chiamerebbero un contropaccotto. Vi ricordate il tormentone di fine estate che precedette il lancio dei nuovi portatili Unibody? Si parlava insistentemente di un misterioso brick, un mattone, che poi si è scoperto essere il blocco d’alluminio da cui vengono ricavate le scocche dei nuovi portatili.
Un lettore di Consumerist, noto blog dedicato alla tutela dei consumatori, ha acquistato un MacBook Pro in un Best Buy texano e una volta aperta la confezione ha scoperto che il termine “brick”, nel suo caso, ha assunto una connotazione tutt’altro che metaforica.
Ecco la testimonianza di Ryan, lo sfortunato acquirente:
Quando sono arrivato a casa ho aperto la scatola e ho trovato un mattone da pavimentazione imballato con la carta bolle, al posto del MacBook Pro.
L’ho riportato al negozio e il manager, “Keith”, non aveva troppa intenzione di aiutarmi. Continuava a scaricare il barile dicendo che “Apple imballa le scatole, non noi. Veditela con Apple”.
Ho mandato una email alla divisione corporate di Best Buy e ho contattato la compagnia della mia carta di credito. Sfortunatamente non possono fare nulla fino a che il saldo non si aggiorna con la spesa effettuata.
Quindi al momento ho speso 2164.89$ per un gran bel mattone rosso.
E’ ovvio che qualcuno, in qualche punto della linea produttiva, ha provveduto a sostituire il MacBook Pro con un bel mattone pieno. Ovviamente nessuno può mettere la mano sul fuoco circa la sincerità di Ryan, il presunto consumatore truffato. Provatevi a mettere nei panni dello store manager di Best Buy. Voi che fareste, nell’impossibilità di appurare con certezza che il caso non è un montatura del cliente truffaldino?