
Per giunta le indiscrezioni più quotate parlano di uno Steve Jobs che, nonostante non si sia fatto molto vedere nelle ultime due settimane, ha trascorso tutto l’ultimo giorno da CEO al lavoro in ufficio.
In tanti non sembrano aver colto che nella sua lettera di addio Steve faceva riferimento a procedure programmate, a detrimento di quanto sostenevano tanti finti esperti, sempre pronti a denunciare la scarsa trasparenza sulle procedure di transizione dei ruoli nell’era post-Jobs, tanto da mettere in dubbio l’esistenza stessa di una strategia di successione. E in tanti sembrano anche non voler capire che il Chairman of The Board non è un signor nessuno, e che fin che vorrà e potrà Steve avrà ancora un ruolo determinante per le strategie future di Apple.
Quanto all’indiscrezione sull’ultimo giorno di lavoro, è BusinessWeek a parlarne e a mettere in chiaro un aspetto saliente:
“Una persona vicina a Steve Jobs non autorizzata a parlare della sua salute ha detto che nel giorno dell’annuncio il CEO uscente è rimasto negli uffici Apple a Cupertino per tutto il giorno e ha partecipato ad una riunione del CDA regolarmente programmata. La persona ha descritto Jobs come indebolito ma ha aggiunto che le due dimissioni non sono indicative di un peggioramento improvviso e che Jobs, nonostante fosse rimasto a casa nelle ultime settimana, stava abbastanza bene da potersene andare in giro. Jobs ha riunito il team degli executive senior per un meeting carico d’emozione dopo che la notizia si era diffusa. Ha anche messo in chiaro che è sua intenzione essere un chairman attivo, secondo un’altra fonte.”
Nessuno può sapere quali siano le reali condizioni di salute di Steve ma ora forse finalmente sarà più facile convincere media ed investitori che la faccenda, ormai privata, è affare esclusivo della famiglia Jobs. L’unica cosa certa è che il CEO uscente ha dato le dimissioni, e basta. Signori, cortesemente: potete rimettere in gabbia i coccodrilli.