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iPod classic: sopravviverà ancora?

L’iPod Classic sopravviverà anche all’evento musicale di quest’anno oppure fra le novità che Steve Jobs presenterà sul palco dello Yerba Buena Center domani ci sarà anche il pensionamento del lettore musicale “jumbo”? Il quesito è ricorrente, tanto che già da un paio d’anni salta fuori ad intervalli regolari. Come già avvenuto per altri prodotti (si veda Mac mini e Apple TV) la bassa frequenza degli aggiornamenti dell’iPod classic sembra suggerire un parziale disinteresse per il prodotto da parte di Apple.

La domanda se l’è posta anche Harry McCracken di Technologizer, finendo però per concentrarsi, ancora una volta, sulle specifiche. L’unica specifica che davvero conta nel caso dell’iPod classic, però, è la capacità. Ed è ciò che probabilmente terrà in vita anche a questo giro l’elefantiaco modello di iPod, magari con qualche ritocchino estetico e funzionale di natura minore.

Il nocciolo della questione è semplice: l’iPod classic, così com’è, ha ancora senso? La risposta è sì, per almeno un paio di motivi.

Il primo, come già detto, è la capacità. La presenza di un hard disk da 160 GB che può contenere una libreria sterminata di brani è ciò che davvero interessa ai potenziali acquirenti di un iPod classic (DJ, professionisti della musica et similia). Secondo Gruber lo si può definire il Mac Pro della linea iPod, anche se in realtà il paragone va bene se si esclude l’iPod touch.

Quasi sicuramente le capacità degli iPod touch quest’anno non verranno riviste al rialzo. Non ci sono chiare indicazioni in merito, ma portare a 128GB la capacità di un dispositivo con memoria flash farebbe crescere troppo il costo finale. In questo modo, restando invariata la distinzione di fascia e prezzo dei due dispositivi, l’iPod classic continuerà ad “avere senso”.

Secondo motivo: l’interfaccia meno recente, ancora basata su clickwheel, che probabilmente non verrà rivoluzionata a questo giro. E’ un altro aspetto che tiene in vita la distinzione software fra iPod touch e iPod classic, ed è, in sostanza, un altro elemento che consente di distinguere adeguatamente i due modelli. Che cosa sarebbe un iPod classic con interfaccia touch – come quello suggerito nell’articolo di McCracken – se non una brutta copia un po’ più grassa dell’iPod touch?

L’ora dell’iPod classic suonerà quando l’iPod touch sarà pronto a superare la soglia dei 100GB, ed è improbabile che ciò avvenga quest’anno.

Voi che ne pensate? Siete d’accordo col mio punto di vista o ritenete che domani Steve Jobs possa fare il funerale all’iPoddone? Fatevi sentire nei commenti.