
Ve l’avevo detto che sono uno switcher temporaneo. Per quanto abbia apprezzato il mondo Android, e probabilmente alcune cose mi mancheranno, non ho mai avuto dubbi: tornerò ad iPhone (quando potrò) perché tutto sommato, in questo periodo, ho sentito più la mancanza di iOS che i benefici delle famose “cose in più” di Android. Vi spiego perché.
Coerenza

Non è lo slogan di una tifoseria organizzata, in questo caso mi riferisco alla coerenza d’interfaccia, a tutti quei dettagli che contribuiscono a far sentire l’utente “a casa”. È davvero difficile da spiegare e molti utenti Android non esiteranno a bollarmi come fanboy, ma quel che è certo è che su iOS ogni singola funzione è stata pensata 100 volte, nulla è lasciato al caso, ogni gesto diventa in breve tempo un automatismo e l’utente assimila con una facilità impressionante le nuove funzioni che vengono introdotte con gli aggiornamenti. Trovare ovunque lo stesso font, le stesse regole grafiche, gli stessi simboli, fa parte proprio di quella coerenza d’interfaccia che funziona così bene da riuscire a far avvicinare alla tecnologia anche certe persone avanti con l’età che non avevano mai usato uno smartphone o addirittura un computer. Coerenza d’interfaccia che, grazie all’SDK, troviamo anche nelle app di terze parti.
Per fare un esempio, iMessage non è migliore di Whatsapp (che comunque è multipiattaforma), eppure ne ho molto sentito la mancanza. Perché è davvero immediato come un SMS, perché ritrovavo i messaggi su Mac e iPad istantaneamente, perché era integrato alla perfezione nell’app Messaggi. Queste “piccolezze” ad Android mancano.
Siri
Seppure la ricerca vocale Google funzioni alla perfezione e spesso capisca anche meglio di Siri, su Android semplicemente non c’è nulla di paragonabile a ciò che sta diventando Siri su iOS. Un servizio già ottimo e davvero utile su iOS 6, promette di migliorare ancora nel prossimo aggiornamento, integrandosi con tutte le funzioni del dispositivo e dando un'”anima” all’iPhone. Questo è ciò che la tecnologia deve raggiungere. Questo è il verso giusto, altro che collegare penne USB al telefono. L’assistente vocale è partito in sordina soltanto due anni fa, inizialmente per pochi paesi e con un po’ di titubanze iniziali. Ora sta prendendo sempre più piede e non oso immaginare che livelli potrà raggiungere migliorando di anno in anno di questo passo. È una delle cose che più mi mancano di iOS. È la prima vera intelligenza artificiale per le masse.
Integrazione e assistenza

Volutamente messi nello stesso paragrafo, perché con Apple sono due cose che vanno a braccetto: l’iPhone è totalmente PC-free (e quindi anche Mac-free), ma avere un Mac vi farà apprezzare a pieno l’esperienza OS X – iOS. Due sistemi gemelli che parlano la stessa lingua, oserei dire lo stesso dialetto locale. Scrivere una nota (o un promemoria, o un evento iCal, o un contatto, o un documento, o scattare una foto, eccetera…) e ritrovarsela in maniera così semplice e così immediata su tutti gli altri dispositivi Apple (e con iCloud in continua crescita, anche su web) è qualcosa di eccezionale. I servizi di Google sono sempre qualche gradino sotto se parliamo di fattori quali comodità di impostazione, semplicità d’uso, affidabilità.
Una ditta che produce computer, smartphone e tablet (tra i) migliori del mondo, senza perdersi in fotocamere-videocamere-asciugacapelli-stampanti-frigoriferi-forni a microonde (Samsung docet), riesce a focalizzare molto meglio rispetto alla concorrenza, e quindi ad offrire un servizio di assistenza che è tutt’altra cosa.
Io definisco gli Apple Store dei veri e propri “templi”, fateci caso: la genius bar sembra un altare, i tavoli con i prodotti (rigorosamente in umile legno) ricordano le panche, gli slogan e le fotografie dei prodotti potrebbero essere i mosaici o gli affreschi… tutto ricorda una chiesa. Prima di urlare alla blasfemia o alla massoneria, cercate di notare il senso di pace che si ha entrando in un Apple Store [N.B.:non fraintendetemi! Sto usando dei paroloni e dei paragoni esagerati volutamente: fate un attimo il paragone con gli altri servizi di assistenza e mi capirete]. Qual è il risultato? Gli impiegati lavorano meglio e i clienti sono più rilassati. Questo è il primo impatto, ma dietro le quinte c’è un sistema organizzativo che rasenta la perfezione e che ci permette di avere (tra i tanti servizi) la sostituzione del device in men che non si dica, facilmente stesso in giornata aspettando pochi minuti. C’è anche chi ha avuto brutte esperienze, ma sono davvero eccezioni.
Datemi del fanboy quante volte volete. Mi hanno detto di peggio. Ma ogni volta che devo avere a che fare con assistenze o garanzie non-Apple, mi viene l’orticaria al solo pensiero. Ci si abitua troppo bene sotto la mela.
Un solo iPhone per un solo iOS
People who are really serious about software should make their own hardware
Anche se quest’anno saranno prodotti per la prima volta due modelli differenti di iPhone – 5C e 5S -, il discorso non cambia. Apple disegna e produce ogni singolo dettaglio dei propri dispositivi, sia software che hardware. È vero, un iPhone costa un occhio della testa, ma può essere visto come un investimento. Chi ha un minimo di pratica nelle vendite online sa quanto l’iPhone, rispetto alla concorrenza, mantenga il suo valore. Chi vuole vendere il proprio dispositivo ad un anno di distanza dall’acquisto, per accaparrarsi il nuovo modello, può farlo sborsando una differenza accettabile. Stessa cosa ogni due anni, ad esempio ad oggi l’iPhone 4S si vende ancora (usato) tra i 400 e i 500€, a seconda della capienza.
Oltre a questi meri discorsi economici, i vantaggi di un solo sistema operativo per un solo dispositivo si vedono anche nelle app: perché le (stesse) app sono migliori su App Store? Semplicemente, perché gli sviluppatori possono concentrarsi a sviluppare una sola interfaccia per una sola dimensione di schermo (a meno che non la si voglia adattare anche ai tablet), perché su App Store si guadagna di più, perché su App Store si può scaricare tutto con la tranquillità di essere in una botte di ferro (niente virus e disinstallazione a portata di x) e per altri motivi per cui mi piacerebbe sentire l’opinione di qualche sviluppatore nei commenti.
Come sapete, ho provato soltanto due device Android di buon livello: Samsung Galaxy S III e (LG) Google Nexus 4. Ma in entrambi i dispositivi ho notato quel minimo di “titubanza” nelle operazioni che su iPhone non ho mai sentito. Non parlo esattamente di rallentamenti, quelli possono capitare. Mi riferisco al fatto che sui dispositivi Apple è davvero difficile dover ripetere un gesto due volte, cosa che su Android mi è capitata spesso, specialmente nelle app di terze parti.
Sicurezza
Con Apple siamo sempre stati in una botte di ferro, al di là del famoso discorso dei virus: sicurezza vuol dire anche poter fare un backup completo del dispositivo in maniera semplice ed automatica – e nativa! -, vuol dire poter localizzare e bloccare il dispositivo da remoto, tra poco anche con l’activation lock di iOS 7 (blocco totale e immediato del dispositivo da remoto, senza alcun intervento del gestore), che mi farà dormire sonni tranquilli. Il fatto che iOS sia un sistema chiuso (ancora più chiuso rispetto ad OS X) turba molte persone, a me invece piace e pure tanto: a fronte di qualche rinuncia che, specialmente negli ultimi anni, è davvero poca roba, possiamo avere la certezza che i nostri dati sensibili siano al sicuro. E probabilmente molti di noi hanno più dati sensibili sullo smartphone che sul computer.
iOS 7

La nuova versione di iOS è per me un gigantesco motivo per restare con il melafonino. Se già ad un primo impatto mi era piaciuto tantissimo ed ero solo un po’ perplesso sulla grafica, a riguardarlo più volte, anche in video, non ho potuto resistere dall’innamorarmene. Quella coerenza grafica quasi ossessiva di tutto il sistema è qualcosa che mi attrae tantissimo. Proprio come negli Apple Store, è quel qualcosa che ti cattura. Attenzione, badate che non sto parlando di estetica, non è un discorso di “bellezza”, ma di semplicità di utilizzo. E continuo a dire attenzione: se dico “semplicità di utilizzo” non significa che non sono capace di usare uno smartphone più (inutilmente) complicato. Significa che preferisco così. Trovo in Apple una tale coerenza e un tale perfezionismo che mi duole sia una semplice società di informatica. A volte vorrei che fosse un partito politico. Ma non divaghiamo.
Finora ho parlato solo di interfaccia grafica, ma un lato importantissimo di iOS 7 è composto dal nuovo multitasking, dal nuovo centro notifiche, dal nuovo pannello di controllo, dalle novità di Siri e della sicurezza di cui abbiamo già parlato. Con Android mi sono abituato a certe cose che mi sarebbero mancate su iOS 6, ma che invece il nuovo sistema mi darà. Qualche esempio:
- Accesso ad alcune impostazioni (es. attivare/disattivare il Wi-Fi) dalla barra delle notifiche.
- Multitasking con anteprime sfogliabili.
- Nessun limite al numero delle app nelle cartelle.
- Una grafica diversa! Dopo 6 anni non se ne poteva più.
Per riassumere tutto ciò che ho scritto finora, e tanto, tanto altro:
I dolori del giovane switcher
Finisce dunque qui questa strampalata serie che ha visto un fanboy utente Apple con la testa dura passare ad Android ed infatuarsene ma non innamorarsene. Finisce la serie, ma non i dolori: ora dovrò vedere a chi appioppare il Nexus 4 per prendere l’iPhone 5C, sperando che la C stia anche per cheap. È stato un “esperimento” divertente e sicuramente torneremo sull’argomento in futuro. Dato che si è trattato di blogging molto personale e decisamente poco formale (ho scritto come mangio o giù di lì) a questo punto faccio anche un paio di ringraziamenti: uno va a Camillo Miller, che mi ha dato carta bianca per parlare di un argomento così delicato in modo così leggero (ci tengo a ricordare che non mi sono perso in tecnicismi e in minuzie perché questo è il punto di vista di un utente comune che con lo smartphone vuole farci un po’ di tutto divertendosi) e che mi ha fatto morire dalle risate con i suoi riassunti delle puntate; l’altro ringraziamento è ovviamente per voi, che mi avete criticato, spronato, consigliato, e anche riempito di complimenti che proprio non mi meritavo, ma soprattutto avete partecipato alla grande, rendendo l’articolo stesso una semplice introduzione alle sconfinate (e decisamente più interessanti) discussioni nei commenti.
Parlando di commenti, cosa ne pensate dei motivi che mi hanno spinto a restare con Apple? Quanto manca una Siri ad Android? Un utente Android può restare affascinato da iOS 7? Allo stesso modo, iOS 7 può far cambiare idea ad un potenziale switcher? Un nuovo iPhone più economico può diventare lo smartphone più acquistato di sempre?
Scatenatevi, come sempre, anche su su Twitter e Facebook, dove continueremo a parlare con voi dell’eterna sfida sul podio degli smartphone di ultima generazione.