Ford SYNC, non solo Apple crede nei sistemi comandati con linguaggio naturale

di Giuseppe Benevento 6

SYNC by Ford come Apple Siri
Già in passato avevamo trovato qualche analogia tra i due colossi americani, Apple e Ford, e tra i loro “padri”. Oggi parliamo di un’altra similitudine tra queste due aziende che, seppur in contesti diversi, stanno portando avanti dei progetti rivoluzionari che riguardano l’uso del linguaggio naturale per comandare dei dispositivi elettronici.

Se Siri sul nuovo iPhone 4S vi ha lasciati a bocca aperta allora immaginate come potrebbe essere parlare con la propria auto chiedendole di fare delle cose per voi. Una sorta di K.I.T.T.. Tutto ciò oggi è possibile grazie al gruppo Ford e nel 2012 (presumibilmente la seconda metà) sarà disponibile anche in Italia.

Al momento non abbiamo avuto ancora moda di “parlare” con Siri, ma, durante l’ultimo SMAU, nello stand di Ford, abbiamo testato il sistema SYNC di Ford, realizzato in partnership con una diretta concorrente di Apple (Microsoft). Il tutto avendo la possibilità anche di poter parlare direttamente con uno degli ingegneri del team di sviluppo di SYNC per conoscere meglio il sistema.

Il primo spot di Siri sicuramente rende benissimo l’idea di cosa significhi impartire con linguaggio naturale dei comandi al proprio iPhone 4S, ma la domanda che in molti si saranno chiesta è la classica: “quella è una pubblicità! Ma poi funzionerà davvero così?”. Al momento non lo sappiamo, ma ci fidiamo di Apple e di ciò che è in grado di proporre senza dimenticare che Siri è ancora in versione beta.

SYNC è anch’esso nato da “poco” e, stando a ciò che ci ha riferito uno dei suoi padri, Jason Johnson in una conversazione informale ed amichevole, il sistema è stato progettato non solo per gli automobilisti ma anche con essi. Gli utenti sono stati messi al centro del processo di progettazione per sviluppare un sistema che non fosse solo tecnologicamente avanzato ma anche usabile. Il tutto lasciando pressoché invariati i consumi della batteria delle automobili dotate di SYNC.

Al momento non è dato sapere su quali modelli questa tecnologia sarà presente il prossimo anno (il team italiano di Ford non è stato in grado, o forse non ha voluto, comunicarlo), ma sicuramente sarà presente sulla Focus visto che il prototipo europeo di SYNC è già pronto ed abbiamo avuto modo di testarlo. Possiamo dirvi, ad esempio, che SYNC è compatibile con tutti i telefoni cellulari dotati di Bluetooth ed è completamente compatibile anche con tutti gli iDevice (connessi sia via Bluetooth che via cavo). Con un modem USB inserito nell’apposita porta occultata nel bracciolo centrale della parte anteriore dell’abitacolo oppure con lo stesso telefono cellulare (se disponibile con questo la navigazione in rete) è possibile trasformare la propria auto in un hot-spot Wi-Fi mobile offrendo la connessione internet in movimento a tutti gli ospiti dell’abitacolo.

Con la propria voce, dopo aver attivato il sistema di controllo vocale con un apposita levetta integrata nel volante come mostrato nell’immagine che segue, il conducente del veicolo può iniziare la sessione di dialogo con SYNC e scegliere se chiedere informazioni sul percorso da seguire o comandare il proprio iPod o chi chiamare tra i contatti presenti nella propria rubrica indirizzi del telefono o, ancora, farsi leggere un messaggio da SYNC o farne inviare uno (già preimpostato). Il tutto non con comandi predefiniti che l’utente deve imparare a memoria prima di usare il sistema ma con delle richieste che faremmo, ad esempio, ad un compagno di viaggio seduto al nostro fianco. SYNC comprende il linguaggio naturale non solo grazie anche al fatto di essere in grado di “capire” ed usare circa 10000 vocaboli per lingua.
SYNC su Ford Focus allo SMAU 2011

Ma in un automobile la sicurezza viene prima di ogni altra cosa. Ed un sistema come SYNC serve proprio a rendere la guida più sicura per utilizzare diversi strumenti senza staccare gli occhi dalla strada e le mani dal volante. Per mantenere elevata la sicurezza dell’autoveicolo, SYNC non è collegato alla centralina dell’auto così che nessun malintenzionato possa creare un virus ad hoc per attaccare il sistema e manomettere la guida ed i sistemi di sicurezza.

Infine, durante la nostra prova, possiamo dirvi che SYNC non ha perso un colpo. I comandi sono stati impartiti in inglese (il modello a nostra disposizione non era in grado di capire l’italiano) e, nonostante la pronuncia non fosse madrelingua, SYNC ha compreso tutto ciò che gli è stato impartito. Il motivo, come ci ha spiegato Jason Johnson, sta nella capacità del sistema di analizzare la voce e “apprendere” l’accento di chi impartisce i comandi. Una sorta di autoapprendimento. SYNC non ha bisogno di essere tarato sulla voce dell’utente prima dell’utilizzo. E se una richiesta del conducente non viene compresa il sistema chiede semplicemente di impartire nuovamente il comando.

Ma se sistemi del genere funzionano già così “bene” non è certo perché sono intelligenti. Siamo certi che SYNC (così come Siri) sia lontano dal superare il test di Turing. L’intelligenza simulata da sistemi come SYNC è dovuta al fatto che siano progettati e sviluppati per funzionare in particolari contesti. Istruiti per dialogare con l’utente ed eseguire i suoi comandi limitatamente a determinati scenari d’uso.

Durante la nostra prova, comunque, SYNC ci ha davvero stupiti e ci ha dato dimostrazione che, se due grandi aziende come Ford ed Apple stanno investendo tempo e denaro in sistemi che dialogano con l’utente con linguaggio naturale, forse la ricerca ed il mercato hanno premuto il piede sull’acceleratore per la strada verso il futuro così come ci è stato spesso presentato nei libri e nei film di fantascienza. Non ci resta che aspettare il 2012 per usare sistemi come Siri e SYNC in lingua italiana per comprendere ancora meglio le loro potenzialità. Certo è che ci sono degli ottimi presupposti.

E voi, cosa ne pensate dei sistemi comandati con linguaggio naturale? Ditecelo nei commenti.