Tim Cook crede ancora nell’iPad e spiega perché

di Redazione 5

Lunedì scorso Apple ha pubblicato una nuova trimestrale da record. Il trimestre gennaio, febbraio, marzo del 2015 è il Q2 più ricco mai registrato dall'azienda. Ma in una generale sinfonia di successi e numeri da capogiro, l'iPad rappresenta ancora una volta una stonatura, con vendite che non crescono come "dovrebbero".

Ancora una volta, anche in questo trimestre, l’iPad non ha brillato. Nel contesto di una Apple che spara fuoco da tutti i cilindri, come dicono gli americani con le loro metafore motoristiche, il tablet continua a registrare una stagnazione delle vendite che non piace agli analisti. Tim Cook, però, difende il prodotto e dice che è ancora un business con un enorme potenziale sul lungo termine. E lo fa dati alla mano.

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I freddi numeri parlano chiaro: la crescita delle vendite dell’iPad non c’è. Non significa che non se ne vendano, anzi. Sono quasi 13 milioni quelli smerciati da gennaio a marzo del 2015, una cifra di tutto rispetto. Comunque meno dei 16 milioni e rotti che Apple aveva venduto lo scorso anno nel medesimo periodo.

Un dato positivo si ottiene però confrontando i dati dal lancio ad oggi con quelli analoghi di iPhone di iPod. Dalla presentazione del tablet ad oggi sono passati 57 mesi, durante i quali Apple ha venduto più di 250 milioni di tablet. A 57 sette mesi dal debutto dell’iPhone, i melafonini venduti da Apple erano poco più di 200 milioni. Significa, in sostanza, che l’iPad ha comunque registrato, ad oggi, una crescita più rapida rispetto al prodotto Apple che oggi, con la sua crescita continua, contribuisce a gran parte del fatturato dell’azienda.

Un dato, questo, che Tim Cook conosce bene e che lo spinge ad affermare che l’iPad è ancora un prodotto molto solido, in cui Apple crede molto e che saprà venire fuori sul lungo termine.

“Quando si guardano i dati sottostanti, ti fanno sentire molto meglio delle vendite. Come l’indice di primo acquisto da parte dei consumatori, ancora attorno al 40% negli U.S.A., e quando si guarda alla Cina siamo quasi al 70%,” ha detto Cook, a braccio, in risposta alla domanda di un analista finanziario durante la conference call di lunedì. “Non sono numeri che si otterrebbero se il mercato fosse già saturo […] per questo credo che l’iPad sia un ottimo business sul lungo termine. Quando comincerà a crescere di nuovo non voglio predirlo, ma sono fermamente convinto che lo farà.”

 

In altre parole, secondo Cook l’aspetto più importante è che in molti, tantissimi, stanno ancora comprando il proprio primo iPad. Sono molti meno gli utenti che decidono di cambiare quello che già hanno. Vuoi perché i livelli di soddisfazione registrati fra i clienti sono stellari, vuoi perché un’iPad 2, oggi, è ancora perfettamente funzionante e utilizzabile. In barba all’obsolescenza programmata.

Perché l’iPad torni a crescere, il tablet di Apple deve anche tornare a stupire, con aggiornamenti più drastici che non abbiano solo il sapore di un semplice speedbump.
A giudicare dalle affermazioni di Cook, in ogni caso, qualcosa sembra bollire in pentola. Che sia l’iPad Pro di cui tanto si parla o di un nuovo modello con caratteristiche che possano colpire il pubblico come nuove e fresche? Lo sapremo probabilmente nei prossimi mesi, verosimilmente dopo l’estate, quando il line-up del tablet verrà nuovamente aggiornato in vista della stagione natalizia.