La “grande siccità” di prodotti Apple del 2013

di Andrea "C. Miller" Nepori 3

siccitàIl prossimo 10 giugno, giorno del keynote inaugurale della WWDC 2013, saranno passati 230 giorni dal 23 ottobre, data dell’ultimo Apple Event che ha introdotto il nuovo iPad mini e gli iMac di nuova generazione.
Ad aprile, occupandomi del problema, parlavo della possibilità che Apple stesse lavorando a qualcosa di grosso. Non ho cambiato parere, ma avuto tutti modo di constatare che un’assenza così lunga di novità ha provocato effetti “collaterali” da non sottovalutare.

Sono quasi 8 mesi “di siccità”, come scrive Henry Blodget su Business Insider, che hanno provocato, fra le altre cose, l’andamento scostante del titolo e che tradiscono, secondo Blodget, un grave errore di programmazione da parte del direttivo Apple.

Non sono completamente d’accordo sull’entità dell’errore. Indubbiamente qualcosa è andato storto, e lo stesso Cook ha ammesso che forse lanciare gli iMac dopo Natale sarebbe stato meglio (e avrebbe pure interrotto questa “pausa” forzosa.apple-products-darker

Una delle cause di questo lunghissimo iato va ricercata però nel non facile riassetto dirigenziale che ha fatto seguito alla cacciata di Scott Forstall. Non è facile mescolare le carte dirigenziali, con tutti i cambiamenti gestionali che ne conseguono, e concentrarsi allo stesso tempo sulla finalizzazione di nuovi prodotti.

E’ più probabile che scientemente Apple abbia preferito aspettare per evitare di affrettare lanci che avrebbero potuto non andare per il verso giusto.

Blodget collega direttamente questa carenza di novità ad un andamento non particolarmente roseo del titolo Apple in borsa, ma è un salto rischioso, visto l’alta influenza che hanno ormai su AAPL le operazioni speculative dei grandi hedge fund. Per quanto le performance del titolo Apple appaiano sempre meno legate alla performance reale dell’azienda, una base di ragionevolezza in questa chiave di lettura è innegabile che ci sia.

La conclusione di Blodget è che questi 230 giorni di pausa forzosa siano frutto di un errore: nei mesi scorsi Apple avrebbe dovuto presentare un nuovo prodotto (Apple TV, iWatch), o introdurre almeno qualche novità, ma fattori non preventivati hanno precluso questa possibilità.
Io rimango del parere che ci siano state, indubbiamente, difficoltà sfociate nel cambio al vertice dello scorso autunno, ma credo anche che le novità in “preparazione” siano seriamente di rilievo, sia nell’ambito software che nell’ambito hardware.

Tim Cook non fa che ripetere che il suo ruolo fondamentale è quello di assicurarsi che i valori fondanti dell’azienda rimangano intatti. Uno dei valori su cui Steve Jobs non ha mai voluto transigere è che non importa aspettare un po’ di più a lanciare un nuovo prodotto, perché il successo arriverà proprio grazie al lungo lavoro di affinamento e di preparazione.

E’ questo il succo della questione: se Apple sta “ritardando”  perché le novità in ballo sono grosse e succose, allora si rifarà con gli interessi del calo generalizzato di attenzione da parte degli utenti che ha caratterizzato questa lunga stagione di siccità.
I prossimi mesi del 2013, se qualcuno non l’avesse ancora capita, saranno la vera e definitiva prova del fuoco per Tim Cook e la sua squadra di dirigenti.