Qualche giorno fa, nel recensire AirSketch per iPad, ho scritto che nessuna app potrà mai davvero trasformare il tablet in una tavoletta grafica perché a meno di qualche stratagemma tecnico l’iPad non può essere in grado di misurare la pressione di uno stilo, requisito fondamentale per poter davvero utilizzare il dispositivo come tavola da disegno virtuale o per “comandare” in remoto via WiFi software come Photoshop.
Ecco, pare che la Ten One Design (ovvero quelli del Pogo Stylus per iPhone e iPad) abbia trovato quello stratagemma. In un video diffuso un paio di giorni fa un portavoce dell’azienda dà dimostrazione di una nuova applicazione che riesce a riconoscere la pressione esercitata da uno stilo sulla superficie del display.
Il video è solamente una proof of concept che serve a dimostrare la fattibilità della pressure-detection su iPad. Sul blog di Ten One design, dove il video è stato pubblicato originariamente, non si leggono dettagli precisi sul funzionamento del sistema , ma i tecnici della compagnia specificano che l’applicazione utilizzata (una versione speciale di Autograph) non sarà di sicuro disponibile a breve su App Store.
Per riuscire a riconoscere la differenza di pressione i programmatori hanno fatto ricorso a delle API private, parti di codice non documentato e non testato che gli sviluppatori non possono utilizzare sui propri applicativi. Forse si tratta di API che permettono di accedere ai dati relativi alla capacitanza registrata sul display in concomitanza con uno o più “eventi pressori” (varia la pressione e l’area di contatto dello stilo, varia la capacità registrata) ma Ten One non lo rivela. L’applicazione prevede anche una funzione di palm rejection che permette di appoggiare il palmo della mano sul display e disegnare senza che esso venga recepito come un “tocco” separato dal dispositivo.
Nel video viene specificato che la “magia” non si nasconde nello stilo, un comune Pogo Sketch identico a quelli che l’azienda commercializza già da tempo.
Quale che sia la modalità tecnica che permette al software di funzionare, le potenzialità di una tecnologia di questo tipo applicata all’iPad sono indubbiamente notevoli, anche se non mancano artisti che per creare dei veri capolavori possono affidarsi unicamente alle proprie dita.