Gizmodo: la salute di Jobs è la causa della sua assenza al Macworld

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Questa notizia appartiene decisamente alla tipologia di news che non ci piace affatto riportare. In questo caso, però, vista l’autorevolezza della fonte, non possiamo esimerci dal segnalare quanto riportato da Gizmodo, autorevole voce del blogging tecnologico.
Una fonte che fino ad oggi si è rivelata attendibile ha fatto sapere a Jesus Diaz che la vera ragione che ha spinto Apple alla cancellazione della propria partecipazione futura al Macworld e soprattutto che ha costretto l’azienda ad affidare a Phil Schiller il Keynote inaugurale del Macworld Expo è il rapido peggioramento delle condizioni di salute di Steve Jobs. Jim Goldman di CNBC nella serata di ieri sera ha smentito questo rumor.

Il gola profonda che ha rivelato a Diaz la notizia in passato ha fornito in anteprima all’articolista di Gizmodo immagini e informazioni su prodotti e servizi di Apple rivelatesi sempre coerenti con quanto successivamente annunciato o presentato da Apple.

Ecco quanto riportato dalla fonte:

La salute di Steve sta peggiorando rapidamente. Apple ha deciso di rimuovere strategicamente il fattore “hype” anziché lasciare che l’hype distrugga Apple quando le inevitabili notizie giungeranno in primavera.

[..] Questo è il motivo per cui il Macworld non rientra più nei piani di Apple. Niente più Steve significa niente più hype. L’affermazione secondo la quale Apple non ha più bisogno del Macworld è la copertura progettata dal dipartimento internazionale addetto alla fedeltà.

Il fatto che i problemi di salute di Steve siano fondamentalmente affar suo non esclude automaticamente che tali problemi siano reali e che una notizia come questa si abbatta come un macigno su tutti gli Apple fans. Ma visto che non è nostra abitudine accettare bovinamente quanto riportato da siti pur autorevoli, anche in questo caso vogliamo esprimere alcuni dubbi su quanto leggiamo su Gizmodo, nella sincera speranza che l’attendibilità di questa fonte debba essere rivista alla luce di sviluppi futuri.

Le informazioni su Steve Jobs non sono di dominio pubblico nemmeno all’interno di Apple. Informazioni strategiche come queste vengono condivise da una ristrettissima cerchia di dirigenti. Difficile pensare che proprio fra di essi possa nascondersi la talpa o che uno di essi si sia accidentalmente lasciato sfuggire informazioni di questa portata.

Diaz parla esplicitamente di “misrepresentation” (offuscamento, affermazione falsata e truffaldina) in relazione alle cause ufficiali fornite da Apple circa l’assenza di Jobs al prossimo Macworld. La fonte collega invece le condizioni di salute di Steve alla cancellazione della partecipazione al Macworld, attaccando la tesi secondo cui Apple non avrebbe più bisogno del Macworld. In questo senso l’interpretazione di Jesus Diaz appare forzata.

In più se c’è qualcosa di realmente solido in tutta questa storia è proprio la motivazione fornita da Apple per giustificare l’abbandono del Macworld, inaspettato ma assolutamente comprensibile in termini economico-finanziari.  Sull’assenza di Steve la motivazione ufficiale è un’altra: “poiché è l’ultimo Macworld a cui parteciperemo, non abbiamo voluto mandare il grande capo”.

Jim Goldman, giornalista finanziario di CNBC, ha contattato Apple e ha ricevuto la medesima risposta ottenuta poche settimane orsono, ovvero che la decisione di non affidare il keynote a Steve Jobs non dipende assolutamente dalle condizioni di salute del CEO di Apple:

“Lo ripeto di nuovo:se Apple sta mentendo o nascondendo qualche verità, manipolando le proprie quotazioni attraverso la manipolazione della verità, qualcuno -un bel po’ di gente- potrebbe finire in galera.  Mi piace il modo in cui Apple ha gestito tutta la faccenda? No. Ma mi metto forse a trafficare con i rumors per riempire il buco lasciato dalla decisione dell’azienda di non essere più chiara sulle condizioni di salute di Jobs? Assolutamente no.”

Gizmodo