Il nuovo iPad – la recensione di The Apple Lounge

di Andrea "C. Miller" Nepori 27

Venerdì scorso abbiamo messo le mani sul nuovo iPad: Lucio dopo una nottata in attesa dell’apertura mattutina dello Store di Roma Est, il sottoscritto, più banalmente, in un APR locale ben rifornito fin dalla prima mattinata del 23 marzo.
Ci siamo dati il fine settimana per provare a fondo il tablet Apple di terza generazione (per quanto lo si possa provare “a fondo” in 48 ore) e siamo pronti a mettere nero su bianco le nostre impressioni.

Avrete comprensibilmente già letto molto sul nuovo iPad, quindi anziché concentrarci su specifiche o descrizioni tecniche del dispositivo – per le quali la pagina dedicata sul sito Apple è il miglior riferimento possibile – cercheremo di offrirvi un quadro generale che, per nostra scelta, si sofferma ora un po’ di più ora un po’ di meno, su alcuni elementi fondamentali. In alcuni casi troverete l’indicazione dell’autore, in altri abbiamo fuso le nostre considerazioni.
E ora veniamo al nuovo iPad. Avete mica mai sentito parlare del Retina Display?

Retina Display, un nuovo standard

Lucio. Ora abbiamo capito perché si riparte da zero: niente iPad 3, iPad HD o 2S. Nell’ambito di una generale evoluzione, questo Retina Display è una rivoluzione, è un punto di non ritorno. Anche perché sarebbe un po’ come tornare ai vecchi televisori a tubo catodico dopo aver provato il Full HD. Un’indecenza; ma come facevamo a guardare un film in quegli schermi e non lamentarci?

Eppure fino a ieri li usavamo e ci sembravano ottimi. Bene, dal 23 marzo i miei occhi sono diventati improvvisamente snob. Vedo pixel da tutte le parti, e arrivo a lamentarmi (silenziosamente, nella mia testa) persino di SKY sul televisore Full HD o del mio iMac. Come posso descrivervi la sensazione? Qualcuno ha già detto che è come indossare un paio di occhiali nuovi, ed è proprio così: più contrasto, più nitidezza, più dettagli, le scritte piccole si leggono benissimo e gli occhi si stancano molto meno.

Passando al nuovo iPad anche il Retina Display dell’iPhone 4/4S smette di stupire: ormai è la normalità.

Camillo. Venerdì abbiamo pubblicato un paio di scatti macro realizzati con l’iPhone 4 e il barbatrucco della goccia d’acqua nel tentativo di rendere facilmente visibile la differenza che c’è fra il Retina Display e il display 1024*768 dell’iPad 2.

Qualcuno ci ha scritto che gli “occhi non vedono con le macro” ed ha ragione. Gli occhi non distinguono in quel modo i pixel. Non al punto da riconoscere i sub-pixel illuminati di Rosso, Verde e Blu. E però, dopo due giorni di allenamento al Retina Display, lo schermo dell’iPad 2 è di colpo meno definito e se prima le sgranature sulle linee curve non si notavano neppure adesso sono dei pesanti artefatti che diventa difficile trascurare.

Insomma, gli occhi non vedono macro, ma si accorgono della differenza. E ringraziano, soprattutto. Leggere del testo sul Retina Display è un’esperienza completamente nuova. Nel corso dell’ultimo anno ho macinato pagine e pagine all’interno di iBooks su iPad 2. Sono certo che in questo 2012 le mie abitudini di lettore si sposteranno ancora di più verso il digitale grazie al Retina Display.

Alta fedeltà cromatica

Un altro aspetto che vale la pena sottolineare è l’ottima resa cromatica del Retina Display, confermata su un piano prettamente tecnico anche dai test di AnandTech. Il nuovo iPad copre il 65% dello spazio colore Adobe RGB e il 94% dello sRGB.
I freddi numeri ci dicono poco, per percepire la differenza bisogna visualizzare le stesse foto sull’iPad di terza generazione e sull’iPad 2 e metterle a confronto. Se avete un fotografo a portata di mano chiamate in causa il suo occhio allenato: non potrà che constatare che la differenza è notevole e che l’iPad (3) impone anche in questo senso un nuovo standard per tutti i tablet in commercio.

Video e giochi

Potremmo scrivere un ebook intero sul Retina Display, ma lo spazio e il formato ci impongono uno sforzo di sintesi. Ciò nonostante abbiamo tenuto per ultime, e in una sotto sezione a parte, le considerazioni sulla riproduzione video e sulla resa durante il gioco.

Non serve un espertone per capire che il nuovo iPad rende il massimo con i filmati in alta definizione, possibilmente a 1080p. Apple fornisce già molti contenuti con queste specifiche e il contestuale aggiornamento della Apple TV che aggiunge un analogo salto di risoluzione, indica la forte volontà di spingere sull’acceleratore dei contenuti HD.

Ciò nonostante finirete inevitabilmente per vedere sull’iPad parecchi video a qualità inferiore. Il risultato può sensibilmente variare a seconda del filmato ma in generale si nota un maggiore ammorbidimento dell’immagine che se in alcuni frangenti può esagerare certi artefatti di compressione nel complesso non influisce in maniera determinante sulla qualità del filmato, né in positivo né in negativo.

Nel caso dei giochi, beh, la questione è ovviamente differente. Gli sviluppatori hanno ottimizzato i propri titoli (o lo stanno facendo) per supportare nativamente la nuova risoluzione, e il risultato è evidente. Al di là del già citato e ri-citato Infinity Blade 2 e dell’atteso sequel Infinity Blade Dungeons, sono molti i giochi che sfruttano a pieno le nuove risorse.

Molto si deve ovviamente al nuovo chip A5X e alla sua GPU Quad Core, che se pure nel complesso mantiene inalterate le prestazioni generali dell’iPad (e iPad 2 non aveva certo problemi di lentezza) alza sensibilmente l’asticella in tutto il settore videoludico. Lo si nota anche in certe operazioni che hanno a che fare con l’accelerazione grafica, come la renderizzazione del video HD o delle copertine dei libri in iBooks, anche se in questo secondo caso una parte del merito va riconosciuta anche all’aumento di RAM.

Problemini del Retina

Un paio di aspetti negativi del Retina Display, se vogliamo proprio trovarne:

  • il drastico aumento di peso delle applicazioni, che ora contengono elementi grafici necessariamente più grandi. Per questo motivo, come avevamo già scritto qualche tempo fa, la versione da 16GB del nuovo iPad potrebbe starvi un po’ strettina.
  • la richiesta ingente di energia da parte dello schermo e del nuovo processore. La batteria del nuovo iPad, per garantire la stessa autonomia cui eravamo abituati, è un po’ più grande e un po’ più densa. Significa che per raggiungere la carica il nuovo iPad ci impiega di più. (Vedi la sezione “Batteria” per i dettagli).

Fotocamera

La fotocamera posteriore iSight del nuovo iPad è una delle caratteristiche maggiormente migliorate insieme al Retina Display. 5 Mpixel, sensore analogo a quello dell’iPhone 4 che però può girare video HD a 1080p. Un’ottima aggiunta che comporta anche l’unica differenza estetica facilmente individuabile dall’esterno (l’aumento di spessore è impercettibile, così come il maggiore smussamento della curvatura dei bordi).

Camillo. Chiamatemi retrogrado, ma io continuo a pensare che su un tablet la fotocamera serva a poco, se non a niente. Ora, passi la fotocamera frontale, che può servire per le videochiamate con FaceTime, ma se scorro il rullino del mio iPad 2 noto praticamente solo screenshot e qualche raro scatto “posteriore” di prova.

E’ pure vero che se fotocamera deve essere, è bene che sia almeno di questa qualità. La fotocamera dell’iPad 2 era semplicemente una vergogna e reiterare un simile abominio su un dispositivo con questa risoluzione, dotato di uno schermo che avrebbe reso ancora più brutte quelle foto già insufficienti, sarebbe stata una scelta sbagliata.

Una caratteristica piacevole, ottima per riempire un bullet-point in più nella lista delle novità, insomma, ma la fotocamera del nuovo iPad non è davvero il discrimine se state decidendo se acquistare o meno.

Lucio: Chi ha un iPhone 4S non si stupirà di ritrovare la stessa qualità, se pur con 3 megapixel in meno, anche sul tablet. I video sono eccezionali, in 1080p e ben stabilizzati. Le foto sono una via di mezzo tra quelle dell’iPhone 4 e quelle dell’iPhone 4S, ma si sente la mancanza del flash.

Network

Il leitmotiv di questi giorni, che sulla carta non fa una grinza, è questo: LTE non è disponibile da noi e dunque non è possibile sfruttare al meglio una delle più importanti caratteristiche dell’iPad di terza generazione.

Non è vero. O meglio, è vero che in Italia e più in generale in Europa le reti LTE non sono ancora sufficientemente diffuse, ma non è vero che il nuovo iPad non garantisca alcun miglioramento in termini di velocità di connessione dati alle reti mobili.

Vari test su rete H3G che abbiamo potuto effettuare ieri ci confermano che la velocità su 3G del nuovo iPad è decisamente migliorata rispetto ai propri predecessori. L’applicazione Speed Test, lo sappiamo bene, non è uno strumento professionale di misurazione, lo sappiamo bene, ma anche volendo mettere nel conto qualche lieve errore di rilevazione, questi screenshot parlano da soli (cliccate sull’immagine per ingrandirla e potrete notare inoltre che su iPad di 3a generazione un’app per iPhone con grafiche Retina sparata a 2X si vede molto meno sgranata).

Il motivo di questo salto prestazionale è da ricercarsi nel fatto che il chip 4G LTE del nuovo iPad sfrutta al meglio le reti DC-HSDPA e HSPA+, diffuse anche sul nostro territorio.
Anche se non siamo mai riusciti a raggiungere le velocità teoriche di 42Mbps (DC-HSDPA) o 21Mbps (HSPA+) in molte occasioni il trasferimento dati è risultato più veloce rispetto a due differenti connessioni Alice 20Mega casalinghe.
Quanto alla Wi-Fi l’impressione è invece di una maggiore capacità di ricezione del segnale (almeno in un caso in cui l’iPad 2 faticava ad agganciarsi alla rete, l’iPad di terza generazione ha dato due tacche).

Ad una maggiore velocità corrisponde automaticamente una maggiore propensione allo scaricamento, con il rischio che certe soglie dati, fino a poco tempo fa più che sufficienti per le abitudini di navigazione dell’utente medio, comincino a starci parecchio strette. Basteranno poche ore di Sky Go, ad esempio, per sforare oltre i 3GB del piano dati Super Internet di 3 Italia. Da questo punto di vista, se non fosse per la lunghezza dei contratti (30 mesi), certe soluzioni in abbonamento che offrono fino ad un GB al giorno, cominciano ad assumere un significato diverso.

Dettatura

Apple ha deciso di non implementare Siri sull’iPad di terza generazione. Per quanto non sia da escludere un futuro approdo dell’assistente virtuale anche sul tablet, per adesso dobbiamo accontentarci di una singola funzione vocale: la dettatura.
E’ una caratteristica che possiamo definire “minore” senza troppe remore, tuttavia val la pena citarla in quanto è una delle differenze sostanziali rispetto all’iPad 2.

Devo migliorare la pronuncia delle parole “April” e “Dull”

La dettatura si può attivare dalla tastiera del nuovo iPad selezionando la visualizzazione in una delle lingue supportate. Per poterla utilizzare l’iPad si deve connettere al “cervellone centrale” Apple al fine di elaborare la richiesta. Di conseguenza lontano da una Wi-Fi o laddove non ci fosse campo 3G la dettatura potrebbe non funzionare.

La dettatura è disponibile nelle “lingue di Siri”, vale a dire per adesso solo inglese, tedesco, francese e giapponese.
In tutti i casi per riuscire a far funzionare decentemente la dettatura è necessario avere una pronuncia che vada oltre la decenza. Se l’accento italiano è molto spiccato, il sistema fa un po’ fatica a capirci.

Di seguito qualche prova.
In inglese basta fare un po’ attenzione alla pronuncia, parlando a velocità normale:

I am trying to write this sentence with the dictation feature available on the new iPad.

Le cose si fanno divertenti e un po’ surreali quando si prova a dettare frasi in italiano:

My 50 Barberini yeah do you go to mean check out the sheet.
Just keep a Virbitsky that it delivered plesiosaurus release day going think iPod.

In tedesco non c’è stato verso di far capire all’iPad… la parola iPad:

Hallo, mein name ist Andrea oder Camillo. Das neue Alter ist sehr gut. Nein, das war einparkt, nicht alter. Ein paar, nicht einparkt! Schade! Verstehen Sie der Wort ein paar?

Con la dettatura in francese iPad mostra uno shovinismo poco sorprendente e richiede una precisione nella pronuncia ancora migliore rispetto alle altre due lingue:

Est-ce que vous savez que vous ne comprenez pas la parole iPad en Allemand?

Per l’italiano non ci resta che aspettare l’ampliamento alla nostra lingua di tutto “l’impianto” Siri, previsto per quest’anno.

Batteria

Nel nuovo iPad Apple ha implementato una batteria leggermente più grande e più densa rispetto a quella dell’iPad 2, che si è resa necessaria per soddisfare le richieste energetiche del pixelosissimo Retina Display.

Lucio. La batteria è a mio parere l’unico vero punto debole del nuovo iPad. Un utilizzo intenso rende impossibile ricaricare contemporaneamente il dispositivo. Collegandolo al caricatore mentre giocate ad esempio ad Infinity Blade II tutto ciò che otterrete sarà farlo scaricare più lentamente.

Inoltre, la ricarica è tremendamente lenta, circa 6 ore per arrivare al 100%. Una speranza e un consiglio: la speranza è che tale problematica sia quantomeno smussata con un rapido aggiornamento, e il consiglio è banale: mettetelo in carica quando andate a dormire.

Camillo. Durante la prima carica ho notato anche io una notevole lentezza nel raggiungere il 100%. Nelle cariche successive (2 per adesso) ho notato un generale miglioramento anche se l’allungamento dei tempi è notevole e si nota.
Può essere un problema in certi frangenti (quando ad esempio è necessario una rapida ricarica parziale prima di uscire con l’iPad in borsa) ma nell’ambito di un uso quotidiano impone soltanto un più ferreo ritmo circadiano di ricarica per il dispositivo.

Quanto alla durata non si segnalano particolari discrepanze rispetto all’iPad 2. La durata della carica in standby è la stessa e se lasciato “a riposo” per diverse ore l’iPad (3), come il suo predecessore, non consuma nemmeno un punto percentuale di batteria.

Heatgate e SmartCover-gate

Non possiamo chiudere questa recensione senza citare due dei mini-gate che inevitabilmente sono esplosi nei giorni successivi al lancio internazionale del nuovo iPad.

Il surriscaldamento, molto semplicemente, non è un problema. Ma proprio per niente. Il nuovo iPad, durante l’uso, diventa leggermente più tiepido rispetto all’iPad 2, ma per percepire la differenza bisogna prestare particolare attenzione ad un dettaglio sensoriale cui nessuno avrebbe fatto minimamente caso se non fosse per certi “report” finalizzati all’accumulo delle page views più che alla corretta informazione tecnologica.

Il secondo caso, sicuramente meno eclatante, è per noi totalmente incomprensibile. Alcuni siti hanno scritto che le vecchie Smart Cover di prima generazione non funzionerebbero con il nuovo iPad, perché Apple avrebbe invertito la polarità del magnete all’interno della fodera.
Le nostre prove con una Smart Cover comperata l’anno scorso assieme all’iPad 2 parlano chiaro: funziona tutto senza problemi. Una seconda prova effettuata con un’altra Smart Cover (datata giugno 2011, quindi prima del presunto upgrade di ottobre) ha restituito un risultato analogo: funziona tutto perfettamente.

Passare da un iPad 2 al nuovo iPad

La domanda che in molti si sono fatti in questi giorni, e che qualcuno ha risolto in maniera estemporanea con un acquisto impulsivo e una successiva accettazione auto-indulgente, è se vale davvero la pena passare dall’iPad 2 al nuovo iPad.
Proviamo a rispondere.

Lucio. Per quanto non si possa non parlare bene del Retina Display ed ovviamente consigliarlo a chiunque, sarò onesto: a meno che non riusciate a vendere il “vecchio” iPad e passare al nuovo con una piccola differenza (150-200€ massimo), la cosa più saggia da fare è aspettare il prossimo giro.

Ci sono vari aspetti da tenere di conto, a mio parere. La decisione più saggia potrebbe essere quella di aspettare (se non il prossimo iPad, magari qualche mese) perché al momento le applicazioni realmente “Retina” sono ancora poche (ma aumenteranno), la funzione dettatura non è ancora disponibile in italiano, non ci sono “vantaggi” effettivi in termini di maneggevolezza, spessore o leggerezza del dispositivo e la batteria, che pure non ha problemi di autonomia, carica più lentamente.
Ovviamente tutta questa teoria vale solo se nella pratica saprete astenervi dal provare a lungo un iPad 3 e magari (non sia mai) eviterete di confrontarlo con il vostro iPad 2. In quel caso non garantisco nulla, e il successivo estratto conto mensile potrebbe farsi improvvisamente portatore di velati sensi di colpa.

Camillo. Se non siete degli aficionados Apple che un po’ per scelta, un po’ per auto-imposta convenienza personale amano fare l’upgrade ad ogni nuova versione, per adesso potete accontentarvi senza troppi rimorsi del vostro iPad 2.
iPad 3, per quanto non si possa smettere di dir bene del Retina Display, è una gran buona evoluzione sulla base solidissima dell’iPad 2.

Diverso il discorso se siete possessori di un iPad di prima generazione e sentite quella vocina nella testa che dice “upgrade! upgrade! upgrade!”. Potete dargli ascolto senza sentirvi troppo in colpa. Per quanto siano passati solamente due anni, l’iPad (3) è un salto generazionale notevole rispetto ad iPad 1. In questo caso anche le differenze prestazionali sono immediatamente percepibili.

Se non avete nessun iPad e volete comprarne uno, beh, il consiglio in quel caso è di puntare direttamente alla terza generazione del tablet Apple. Certo, validissime questioni di budget potrebbero suggerirvi la maggior convenienza di un iPad 2, magari usato. Ma considerate comunque che: 1) una spesa leggermente superiore vi garantisce l’ultima esperienza disponibile e il nuovo standard del Retina; 2) l’iPad 2 da 16GB, quello che vi farebbe seriamente risparmiare, rischia di starvi stretto per colpa delle dimensioni delle applicazioni e dei contenuti ottimizzati per il Retina Display, nonostante su quel modello non li sfruttereste comunque.

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Galleria Fotografica

Tutte le immagini, realizzate con l’aiuto di La Minerve, sono disponibili anche su Flickr in questo set dedicato.