Vedremo poche applicazioni Pro su iPad Pro. Parola degli sviluppatori

di Lorenzo Paletti Commenta

Secondo gli sviluppatori che creano software per scopi professionali, iPad Pro, App Store e iOS non sono la piattaforma ideale per lanciare applicazioni professionali. E lo dimostra anche Apple, che non ha ancora lanciato Final Cut e Logic Pro per iOS.

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iPad Pro si pone come un concorrente del Mac. Almeno nei piani di Apple, il nuovo iPad con display da 12 pollici dovrebbe trasformarsi nel temuto avversario dei laptop di vecchia concezione. iPad Pro, nei progetti dell’azienda di Cupertino, deve attirare un pubblico di professionisti di tutti i generi, e non solo di creativi, disegnatori e architetti.

Ma iPad Pro potrebbe rivelarsi un immenso buco nell’acqua se gli sviluppatori decideranno di non supportare il grande display del tablet con il loro software professionale. E App Store, nato e cresciuto con in mente l’esperienza mobile di un iPhone e applicazioni da pochi dollari, potrebbe non essere la soluzione ideale per concorrere con Apple Store.

Ci sono due problemi, secondo quanto raccontano gli sviluppatori a The Verge. Il primo è l’impossibilità di fornire una versione di prova delle applicazioni. Lo spiega Pieter Omvlee, co-fondatore di Bohemian Coding:

Sketch su Mac costa 99$, e non possiamo chiedere a qualcuno di pagare 99$ senza avergli prima permesso di provare l’applicazione. Così per poter vendere sull’App Store saremmo costretti ad abbassare drammaticamente i prezzi. Ma siccome siamo una app di nicchia non riusciremmo a rientrare con i costi.

Il secondo problema è l’impossibilità di effettuare aggiornamenti a pagamento senza lanciare una nuova applicazione (questo è l’unico modo, su iOS, per distribuire un update a pagamento):

Mantenere il software costa più che svilupparlo. La prima versione di Paper è stata creata da 3 persone. Ora abbiamo uno staff di 25 persone che ci lavorano, provandola su otto o nove piattaforme differenti in 13 lingue.

Gli sviluppatori spiegano che grandi developer come Microsoft o Adobe possono permettersi di chiedere un pagamento mensile per i loro servizi, ma è difficile che un utente scelga di pagare un abbonamento mensile per ogni applicazione su iPad Pro.

E persino le applicazioni Pro sviluppate per iOS potrebbero non essere ottimizzate per iPad Pro se le vendite del tablet non invoglieranno gli sviluppatori a spendere tempo e denaro per supportare la piattaforma. Lo spiega il CEO di Animoto Brad Jefferson, che ammette di stare aspettando di verificare il successo di iPad Pro e Apple Pencil prima di mettersi al lavoro su una versione ottimizzata delle sue app per il nuovo tablet.

E persino Apple, che tanto parla di iPad Pro come un dispositivo professionale, non ha ancora lanciato app come Final Cut e Logic Pro per iOS. Come può un sistema operativo mobile, nato come iOS e cresciuto per iPhone, trasformarsi improvvisamente nel sostituto ideale di OS X? Apple, questo, ce lo deve ancora spiegare.

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