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Retina Display: come stanno veramente le cose?

Come previsto, l’annuncio di Retina Display, l’innovativo schermo che Apple ha montato su iPhone 4, ha dato subito adito ad alcune critiche e considerazioni. In particolare un articolo su Wired parla esplicitamente di pubblicità ingannevole nel titolo. Cerchiamo di entrare nel dettaglio e vedere come stanno le cose.

Piccola premessa: per semplificare le cose, o complicarle a seconda dei punti di vista, non starò qui a convertire pollici e piedi in misure standard, per una volta facciamo gli americani, in fondo quello che ci interessa è il risultato e i concetti che ne stanno alla base.

Prima di tutto vediamo le critiche: l’articolo di Wired si basa su alcune affermazioni di Raymond Soneira, presidente di DisplayMate Technologies:

È molto vicino all’essere un display perfetto, ma Jobs ha un po’ esagerato.

Queste le sue parole. Come ricorderete, Jobs durante il keynote ha affermato che Retina Display ha una risoluzione di 326 pixel per pollice, affermando che tale risoluzione supera quella distinguibile dall’occhio umano a una distanza di 10/12 pollici (ca. 30cm), che corrisponderebbe a circa 300 pixel per pollice.

Soneira critica questa affermazione, prima di tutto perché secondo lui non sarebbe accurato misurare la risoluzione dell’occhio in termini di pixel, in quanto prima bisognerebbe convertire la risoluzione angolare dei nostri occhi a una risoluzione lineare. Tralasciando i vari calcoli matematici, Soneira afferma che la risoluzione di un Retina Display veramente perfetto dovrebbe avere una risoluzione di 477 pixel per pollice a una distanza di 12 pollici. Ovviamente non ci permettiamo assolutamente di mettere in dubbio le sue parole, essendo un esperto titolato che lavora nel campo da oltre vent’anni.

Per converso, lo stesso Soneira non ha nessun dubbio sul fatto che il display di iPhone 4 sia il migliore sul mercato, grazie anche alla teconogia In-Plane Switching che consente angoli di visione molto estesi con un’ottima brillantezza di colori. Arriva addirittura a dire che non ci occorre realisticamente un display con più di 326 pixel per pollice di risoluzione. Quindi, a cosa punta veramente la sua critica?

Secondo lui il modo in cui è stato presentato Retina Display è il sintomo di una pessima abitudine che sta prendendo piede tra i produttori, che decantano le lodi dei propri display in modo totalmente esagerato, dando vita a un circolo vizioso in cui ognuno esagera perché lo fanno anche tutti gli altri. Allo stesso modo Soneira ha criticato Sharp per la recente campagna pubblicitaria riguardante i televisori Quattron, secondo lui completamente inutile perché il quarto colore primario, il giallo, in realtà è ottenibile dagli altri televisori mescolando rosso e verde. Quindi non si può parlare di colore primario. Matematico.

Ma Steve Jobs ha veramente esagerato? Si può parlare di pubblicità ingannevole? Phil Plait di Bad Astronomy non ne è così convinto e si lancia in calcoli matematici (in realtà per nulla complicati) per cercare di capire come stanno veramente le cose. Per inciso, nemmeno Plait è un novellino, avendo lavorato al telescopio spaziale Hubble.

Innanzi tutto fornisce una breve spiegazione di cosa sia la risoluzione, cioè la capacità di vedere due sorgenti (di luce) distinte ma molto vicine, che viene misurata comunemente come angolo quando si misura la capacità di “risolvere” dell’osservatore. Ad esempio il telescopio Hubble ha una risoluzione di 0.00003 gradi e quindi ha una risoluzione veramente straordinaria.

Ma la vera risoluzione dell’occhio umano a quanto corrisponde? Ovviamente cambia da persona a persona, ma un occhio perfetto è dotato di una risoluzione di 35 secondi d’arco (3600 secondi d’arco corrispondono a 1 grado), quindi niente male. Per fare un esempio, due luci poste alla distanza di 1 metro una dall’altra appariranno come un punto a una distanza di 5.730 metri, quasi 6 Km.

5.730 sembra essere il numero magico, se avete una vista perfetta basterà moltiplicare la distanza tra due oggetti per questo numero per ottenere la distanza fino alla quale riuscirete a distinguerli. Ma torniamo a Jobs: lui afferma che a 12 pollici di distanza i pixel di iPhone 4 sono troppo piccoli per essere distinti e Soneira lo contesta utilizzando la risoluzione dell’occhio umano di 35 secondi d’arco, quindi i pixel dovrebbero avere questa dimensione:

12 pollici / 5730 = 0,0021 pollici

iPhone 4 ha uno schermo con risoluzione di 326 pixel per pollice il che significa che ogni pixel ha una dimensione di 1/326 = 0,0031 pollici. Sembra quindi che Soneira abbia perfettamente ragione, a una distanza di 30 cm sarete perfettamente in grado di distinguere i pixel l’uno dall’altro.

Sempre che si sia dotati di una vista perfetta, però. Infatti la risoluzione normale dell’occhio umano corrisponde a ben 60 secondi d’arco (1 minuto), portando il valore di riferimento da 5.730 a 3.438. Ripetendo quindi il calcolo: 12 pollici / 3438 = 0.0035 pollici, Jobs passa dalla parte della ragione.

Come capita spesso, quindi, hanno ragione entrambi. Se avete due occhi da lince, distinguerete i pixel del vostro prossimo iPhone 4, se invece siete persone normali vi godrete uno schermo eccezionale. Scherzi a parte, risulta ovvia la pignoleria di Soneira, perché essendo un esperto sa benissimo che mediamente l’occhio umano non vede come da lui affermato e altrettanto ovvia risulta la capacità di venditore di Steve Jobs, sempre che ci fosse stato bisogno di scoprirla nel 2010.

Quello che però è molto chiaro, dal mio punto di vista, è che non si tratta affatto di pubblicità ingannevole. Sicuramente ogni oste decanta le lodi del proprio vino, ma quando il vino è effettivamente ottimo, non credo si possa parlare di esagerazioni. Quindi ben vengano certi articoli che spiegano a fondo il funzionamento delle cose, magari in modo anche complicato, ma mettere nel titolo la parola “ingannevole” richiederebbe un minimo di attenzione, perché non tutti hanno il tempo o la voglia di leggere tutto e magari approfondire.

[via | Wired | Bad Astronomy]