Psystar: un fallimento anche per i suoi sostenitori

di Andrea "C. Miller" Nepori 23

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Per quanto i suoi fondatori, i fratelli Pedraza, tentino ancora di salvare Psystar dalla chiusura totale vendendo magliette ed elemosinando donazioni, non c’è molto che possano fare. Il destino del produttore di cloni è ormai segnato. C’è la community, direte voi. Hanno ancora tanta gente che, stufa delle indicibili angherie del Golia Apple, li supporta con trasporto sincero anche dopo aver scoperto che le tanto decantate tecnologie usate dall’azienda sono state palesemente rubate alla comunità Hackintosh.

Beh pare che non sia proprio così. Qualche tempo fa Psystar ha indetto un video contest per scegliere uno spot user generated che rappresentasse lo spirito dell’azienda. Il creatore del video scelto come primo classificato di recente ha aggiunto su YouTube un commento al proprio filmato in cui senza mezzi termini spiega perché adesso, dopo alcuni mesi di utilizzo dell’Open PC, “disprezza” Psystar.

Ecco, qui sopra, il video in questione. L’utente Version1Films, autore dello “spot”, poco più di una settimana fa ha scritto questo commento al proprio video:

Ho davvero comprato il Psystar i7 top di gamma per 1500$ ed è paragonabile direttamente ad un Mac Pro Quad-Core di fascia alta. Ammetto che il risparmio è notevole

MA

dopo aver avuto a che fare con Psystar per 5 mesi, li disprezzo totalmente. Si è rotto un mese dopo averlo acquistato, ho penato con il supporto clienti per un altro mese finché finalmente non sono riuscito a rispedirlo in Florida. Ancora un mese e mezzo dopo finalmente mi è stato spedito indietro. Nel frattempo ho comprato un MacBook Pro e sono più che soddisfatto.

Non è dunque un caso che Psystar, che nella mente dei suoi creatori sarebbe stata destinata ad un futuro splendente, abbia venduto solamente 768 dei suoi Open PC. L’ingiunzione permanente che ora ne impedisce la vendita, decretata dal giudice Alsup del tribunale del Nord della California, è stato il meritato colpo di grazia per questi “intrallazzoni” che cercavano di vendere hardware scadente violando un copyright spacciando il tutto per una grande rivoluzione.