Psystar denuncia Apple, uomo morde cane

di Andrea "C. Miller" Nepori 15

Il caso Apple VS Psystar continua a far parlare di sé. La società produttrice dei Mac Cloni, dopo la denuncia in luglio da parte di Apple aveva tempo fino agli ultimi giorni di agosto per depositare una “risposta” alle accuse dell’azienda di Cupertino. Con una sovversione logica niente male, tale risposta è arrivata sotto forma di controdenuncia da parte di Psystar, che accusa Apple di abusare del proprio monopolio e di violare due specifiche leggi antitrust imponendo con la propria EULA che Mac OS X giri solo su hardware Apple.

La mossa di Psystar, per quanto possa sembrare stravagante, è anche l’unica carta che gli avvocati della società potessero giocare. In risposta ad una accusa di violazione del copyright, i legali di Psystar proveranno a dimostrare che tale copyright viene esercitato in maniera fraudolenta in violazione dello Sherman Antritust Act e del Clayton Antitrust Act. I difensori dell’azienda produttrice degli Open Computer cercheranno anche di provare che quello di Apple è un monopolio di cui la società di Cupertino abusa.

Il responsabile di Psystar, Rudy Pedraza, ha rilasciato una dichiarazione a C|Net in cui spiega qual’è l’obiettivo principale di questa controdenuncia:

Ciò che vogliamo fare è offrire un’alternativa, un’opzione. Non è che la gente non voglia usare Mac OS X, molti sono  aperti all’idea, ma non sono abituati a spendere quantità esorbitanti di denaro per qualcosa che è semplice hardware generico

In pratica è la solita vecchia storia: i Mac costano molto di più dei PC e quindi è giusto violare la licenza d’uso di un prodotto. L’unica differenza è che per la prima volta qualcuno cerca di aggrapparsi a questo scalcinato luogo comune per imbastirci un’azione legale. Per quanto riguarda l’accusa di “monopolio”, non si può dare del tutto torto alla Psystar, almeno in termini semantici: il software di Apple può girare solo su hardware approvato da Apple e dunque non vi è concorrenza nella fornitura di un supporto hardware al sistema operativo di Apple.

Il problema però, in questo caso, è meramente logico. Apple non è un produttore di software, ma un produttore di computer completi e finiti sui quali gira un software sviluppato appositamente. Non c’è nulla di illegale in questa scelta o in questo “monopolio”, se preferite. Come suggerisce Leigh McMullen di Cult of Mac, procedendo in questa direzione, perché non lamentarsi allora delle restrizioni imposte da Microsoft, che per la X-Box usa solo hardware selezionato  e un software che non può essere installato su altri sistemi, o di Sony che fa la stessa cosa con la PS3.

Adesso Apple ha tempo un mese per rispondere alle accuse. Nel frattempo Rudy Pedraza, senz’altro uno a cui non dispiace gettare benzina sul fuoco, ha fatto sapere che Psystar sta progettando un clone laptop. Forse farebbe meglio a preoccuparsi delle modalità di rimborso per i propri clienti: se Psystar dovesse perdere la causa, l’azienda potrebbe essere costretta a ritirare tutti gli Open Computer dotati di Mac OS X venduti finora.

Voi che ne pensate? Chi la spunterà?