HTC risponde alle accuse: “È stata Apple a copiare noi”

di Davide Ferrara 6

Il retro dei terminali a confronto
                             

Se qualche giorno fa avete visto le prime foto pubblicate online dell’HTC ONE A9, avrete sicuramente pensato che il suo design sia leggermente ispirato a quello dell’iPhone 6. Collegandovi a The Apple Lounge, vi sarete poi trovati davanti questo articolo che avrà quanto meno confermato le vostre sensazioni.

La cosa più scontata che potesse accadere, era ovviamente la diffusione su siti, blog, e forum delle foto del terminale incriminato con le inevitabili discussioni tra sostenitori di un produttore o dell’altro. Il polverone che si è sollevato ha ovviamente richiesto un intervento da Taiwan. A parlare è stato Jack Tong, presidente di HTC North Asia, che ha dichiarato:

Non abbiamo copiato, abbiamo creato un telefono unibody in metallo nel 2013. È stata Apple a copiarci il design dell’antenna posteriore. L’A9 è una versione più leggera e sottile dei nostri precedenti modelli in metallo. Questo è un cambiamento e un’evoluzione, e non stiamo copiando niente.

L' HTC One M7
L’ HTC One M7

Appare chiaro che Mr. Tong pensi che la miglior difesa è l’attacco, ma è altrettanto vero che le sue parole sono difficilmente contestabili: nel Marzo 2013 HTC lanciava “One M7”, terminale dal frame monoscocca in alluminio e antenna in materiale plastico che correva trasversalmente nella parte superiore ed inferiore del telefono. Soluzioni progettuali adottate da Apple per l’iPhone 6 e 6 Plus, realizzati solo 18 mesi dopo, e che ha mantenuto fino all’attuale 6s.

Dall’altro lato risulta impressionante la somiglianza con gli ultimi prodotti di della casa di Cupertino, per scelte estetiche e di design come le identiche linee arrotondate, il posizionamento sporgente della fotocamera, la scelta delle colorazioni, e la presenza di uno speaker in prossimità del connettore per il caricamento.

Consci del fatto che la verità, probabilmente, sta nel mezzo, vi consigliamo di godervi il vostro device archiviando l’ennesimo capitolo di una diatriba che probabilmente non avrà mai fine.

 

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