
A fare veramente la differenza su di un SSD è l’inarrivabile velocità di scrittura che solo una memoria flash può raggiungere.
Infatti, mentre in un disco tradizione la velocità di scrittura e lettura è condizionata dalla velocità di rotazione dei piattelli e dalla qualità della logica che gestisce l’elettronica, un disco SSD non ha parti in movimento ed è “sempre pronto” a leggere e scrivere sulla memoria.
La mancanza di parti meccaniche in movimento, infatti, comporta una diminuzione di assorbimento energetico da parte del disco, che può essere utilizzato in maniera maggiormente efficiente.
La redazione del sito avrebbe infatti testato un Dell Latitude D630 con SSD e con disco tradizionale: la prova di durata della batteria sarebbe andata nettamente a favore del disco tradizionale, creando scompiglio tra gli utenti per il ribaltamento di opinione.
In quest’ottica il semplice confronto dei tempi di durata tra i due test sembrerebbe essere poco significativo.
Infatti, se è vero che il test con il disco SSD ha comportato uno spegnimento prematuro rispetto al test con il disco tradizionale, sarebbe interessante sapere quanti cicli di scrittura sono stati eseguiti con l’SSD prima che la batteria cedesse il passo.
Considerando che la velocità di scrittura di un SSD dovrebbe essere molto maggiore a quella di un disco tradizionale per portatili, il test di Tom’s Hardware avrebbe dovuto evidenziare un numero di cicli di scrittura superiore con l’SSD che con il disco old-style, nonostante il minor tempo di durata.
La media tra tempo per raggiungere il numero di cicli del primo test e durata batteria in idle dovrebbe essere un buon valore di durata della carica in condizioni d’uso “medie”.
[Via|Tuaw]