Credete ancora a Phonebloks? Motorola sì, e presenta Project Ara

di Lorenzo Paletti 7

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Qualche settimana fa mi ero attirato le ire di alcuni lettori sostenendo che Phonebloks fosse un progetto irrealizzabile. L’idea di costruire uno smartphone tramite il libero assemblaggio, eseguito dall’utente, di blocchi differenti mi sembrava fuori da questo mondo, o quantomeno da questo tempo. Come me la pensa il designer olandese Dave Hakkens, che aveva originariamente realizzato il concept Phonebloks. Ora il progetto sembra avere preso nuova vita grazie ad un annuncio di Motorola.

La compagnia, ora di proprietà di Google, ha infatti reso noto il suo lavoro, iniziato un anno fa, su Project Ara. Un progetto della divisione ricerca e sviluppo dell’azienda che si pone come obiettivo di costruire uno smartphone che possa essere assemblato dal suo utente. Il sogno di Dave Hakkens, il creatore di Phonebloks, e del team di Motorola è quello di vendere, un giorno, un telefono che possa essere personalizzato liberamente dall’utente, con componenti prodotte da diverse compagnie seguendo un unico standard, che utilizzi, ovviamente, una piattaforma software libera.

Hakkens, che al tempo non credeva che qualcosa di simile potesse essere costruito e commercializzato prima di dieci anni, sembra avere cambiato idea grazie alla collaborazione con Motorola: “Hanno la conoscenza tecnica dello sviluppo che a me manca”. Hakkens è ovviamente felice di essere appoggiato da Google, che ha un “pensiero libero”, ma state attenti a non farvi ingannare dalle immagini promozionali rilasciate da Motorola insieme all’annuncio.

Contrariamente a quello che alcuni hanno sostenuto nei commenti del mio vecchio articolo, Motorola non è sul punto di vendere un telefono assemblabile. Semplicemente ha annunciato di avere messo al lavoro il suo settore ricerca e sviluppo per cercare di creare Phonebloks.

Siamo molto lontani dal prodotto finito. Lo conferma lo stesso Hakkens. Quando The Verge gli ha chiesto una stima del prezzo delle componenti o il modo in cui queste funzioneranno, il designer ha semplicemente risposto: “Questo è successivo al passo successivo. E sarà complicato anche solo comprendere se costruire qualcosa di questo tipo sia anche possibile, perché nessuno ci ha mai provato prima”.

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Insieme a questo, aggiungo io, bisogna ricordare che non solo il telefono deve poter essere costruito, ma deve anche rappresentare un investimento sicuro per l’azienda che lo produce (e Motorola, ultimamente, non se la passa esattamente bene) ed essere fornito all’acquirente ad un prezzo appetibile, con caratteristiche paragonabili a quelle della concorrenza. La sfida, per Motorola, è tutt’altro che semplice, ma l’azienda sembra voler risolvere la questione un passo per volta. Mentre nei prossimi mesi dovrebbe esser reso pubblico il kit di sviluppo hardware per la creazione di blocchi compatibili con quello che sarà Ara, la comunità di Phonebloks, che vanta quasi un milione di utenti iscritti, è invitata a fare sentire la sua voce e proporre idee che potrebbero essere utilizzate da Motorola nella progettazione del dispositivo.