Il Campus 2 di Apple è in ritardo e costerà più del previsto

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Qual è il costo della ricerca spasmodica della perfezione? La frustrazione di non riuscire a raggiungerla in questa vita terrena, potrebbe filosofeggiare qualcuno.
Nel caso del Campus 2 di Apple a Cupertino la risposta è certamente più materialistica: un anno e più di ritardo sul fine lavori, causato probabilmente dal tentativo di rivedere i costi lievitati già a più di 5 miliardi di dollari. Erano “solo” 3 quelli che inizialmente Apple aveva preventivato di spendere per la megastruttura progettata dallo studio di Norman Foster.

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Che i lavori per il nuovo Campus sarebbero iniziati in ritardo e che l’insediamento della sede Apple all’interno della futuribili struttura sarebbe slittato al 2016, già lo sapevamo.
A far luce sul perché è Bloomberg Businessweek, con un articolo che svela alcuni dettagli ulteriori sul progetto e le difficoltà incontrate nella sua realizzazione.

Il problema principale che la dirigenza Apple si è trovata a dover affrontare è l’estrema cura del dettaglio che Jobs ha lasciato in eredità a chi ha preso oggi le redini del progetto.

Secondo quanto scrive BusinessWeek, a far lievitare le spese non sono tanto i materiali o le tecnologie che verranno installate all’interno dell’astronave, come già viene chiamato il nuovo campus: sono le rifiniture e soprattutto l’installazione di intere coperture, pareti, vetrate ed elementi di varia natura da eseguirsi con metodi su misura, tali da eliminare ogni “fessura” e segno di giunzione. Metodi che, manco a dirlo, costano un sproposito.

Campus

E’ stato Jobs a richiedere a Foster e colleghi che l’opera fosse pensata in questo modo. Ogni singolo aspetto della struttura, nella visione di Steve, dovrà contribuire a formare un tutt’uno che sia più della somma delle proprie parti. Come in un prodotto Apple non ci dovranno essere perciò segni visibili che lascino intuire la natura “assemblata” del prodotto finito.

I sei chilometri di vetrate realizzate in Germania dai mastri vetrai che costruiscono le scale mozzafiato degli Apple Store sono un esempio concreto dell’attuazione di questa visione, così come i soffitti in cemento che non saranno colati direttamente come si usa di solito ma dovranno essere realizzati in appositi stampi in loco e poi “issati” e montati ad hoc.

Ma gli “eredi” della visione di Jobs, ovvero il team dirigenziale di Cupertino, dovranno ora fare i conti, nel vero senso della parola, con una necessaria revisione delle richieste e delle direttive in modo da risparmiare almeno un miliardo sulla costruzione della mastodontica struttura. Toccherà a loro, quindi, farsi carico dei necessari compromessi che Jobs, purtroppo, non ha avuto il tempo di affrontare.

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5 miliardi sono poca cosa per un gigante come Apple che ne ha circa 140 a disposizione in banca. Tuttavia agli investitori, che negli ultimi tempi sono particolarmente attenti alle “destinazioni d’uso” del tesoretto di Cupertino, non piacerebbero le “spese pazze” ingiustificate, di qualsiasi natura esse siano.

L’inizio dei lavori, previsto in origine per il 2012, avverrà invece fra pochi mesi, a giugno 2013, con lo sgombero degli edifici dell’area designata ad ospitare il nuovo campus.