
Samsung trucca i risultati dei benchmark per fare bella figura. Lo ha confermato oltre ogni dubbio ArsTechnica solo qualche giorno fa. Ma sembra che la compagnia coreana non sia l’unica a fare in modo che i suoi telefoni riconoscano software per il benchmark, fornendo massima potenza ai core dei suoi processori.
Dopo il caso scoperto da ArsTechnica, anche AnandTech ha messo sotto torchio diversi smartphone, e ha scoperto che anche ASUS, HTC e LG non si risparmiano il controllo. Il sito ha infatti confermato che HTC One, LG G2, e Asus Pafone Infinity (oltre ai già noti Samsung Galaxy S 4 e Note 3) modificano le performance in base al software che fanno girare per risultati ottimali nei benchmark.
Tutti i dettagli tecnici della questione sono disponibili sul sito di Anandtech, che chiude l’articolo esprimendo preoccupazione per la situazione degli OEM Android:
La sfortunata realtà è che tutto questo peggiorerà invece che migliorare. Ci chiedevamo cosa sarebbe successo con i nuovi dispositivi già lo scorso luglio, e il Note 3 ci ha dato tutte le risposte di cui avevamo bisogno (anche se potreste dirci che è troppo presto per trarre delle conclusioni, e forse il Samsung Galaxy S 5 del prossimo anno sarà una prova migliore). Andando avanti mi aspetto che tutto questo diventerà ancora più complicato da scoprire anche con l’approfondimento dell’utente. Il riconoscimento di una applicazione è semplice, ma quello che mi aspetto per il futuro è il riconoscimento del comportamento di un certo codice e il cambiamento delle performance di conseguenza. Ci sono fortunatamente molti modi per continuare ad osservare e capire cosa succede all’interno di queste piattaforme, e quindi non mi preoccupo più di tanto. La cosa divertente, però, è che stiamo parlando in realtà di piccoli miglioramenti di performance. Nei nostri test le CPU sono migliorate dallo 0 al 5% e le GPU fino ad un massimo di 10%.