Apple non parteciperà all’Expo di Parigi. Un’analisi.

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Apple ha confermato ufficialmente che non sarà presente all’Apple Expo che si terrà a Parigi dal 17 al 20 settembre prossimi. Cupertino si allontana volutamente dall’Europa, o questa scelta dipende solamente da una nuova politica aziendale che tende a limitare la presenza dell’azienda a fiere ed esposizioni? Alla luce del comunicato rilasciato da Jobs & Co. la seconda ipotesi appare più plausibile.

Ecco la risposta ufficiale di Apple che motiva l’assenza dall’evento:

Anno dopo anno, Apple riduce la propria presenza agli eventi fieristici, perché esistono spesso metodi migliori per entrare in contatto con i nostri clienti. La crescente popolarità del sito Apple.com ci permette di entrare direttamente in contatto con 100 milioni di utenti in tutto il mondo.

Sembra comunque che la decisione di non partecipare all’Expo parigino sia giunta all’ultimo minuto in quanto nei piani preliminari di occupazione degli stand ad Apple erano dedicati due ampi spazi espositivi. L’anno scorso Apple non partecipò invece al London Live Expo, altro grande evento europeo dedicato alla mela. Anche se le assenze programmate di Apple (che forse fanno parlare più che di un’eventuale presenza) sembrano colpire in particolar modo gli eventi europei, non dobbiamo dimenticare che l’azienda di Cupertino ha dato forfait ad un evento importante come il NAB di Las Vegas, dove certamente avrebbe suscitato l’attenzione di molti ma a costo di mescolarsi con la concorrenza.

Da questo punto di vista le intenzioni di Apple sembrano chiare: due grandi eventi all’anno, MacWorld Expo e WWDC, che attirino l’attenzione di centinaia di migliaia di utenti (se non milioni) raggiungibili in tutto in mondo grazie allo stream video del keynote e delle presentazioni. Entrambi organizzati a San Francisco, dove è possibile comportarsi da padroni di casa e “gestire gli inviti”, ed entrambi organizzati secondo le disposizioni (e rispettando i tempi) di Apple.

Il sito Apple.com diventa così un hub di smistamento di piccole dosi di distorsione della realtà che ognuno può sorbire comodamente seduto davanti al proprio computer. In questo modo Apple non svende la propria aura e non si abbassa partecipando a fiere ed Expo di importanza secondaria che vanno strette ad una azienda che punta a conquistare una fetta sempre più ampia del mercato informatico e ad abbandonare “la nicchia”.

Non voglio giudicare questa scelta, ma mi limito ad osservare quanto questa nuova strategia stia dando risultati. Le spasmodiche attese che precedono gli eventi che con cadenza semestrale trasformano San Francisco nella Mecca degli Apple Fans e Steve Jobs nella loro Pietra Nera, non sono forse garantite anche dal fatto che Apple non dia alcun “contentino” intermedio, fatti salvi alcuni stringatissimi eventi per la presentazione speciale di nuovi software o prodotti?

Per raggiungere “l’uomo della strada” ovunque nel mondo Apple preferisce costruire nuovi Apple Store. Quest’anno i punti Retail di Apple, con la loro “aura” in concessione ufficiale, nasceranno come funghi in America e nel mondo, Italia compresa. Anziché sperperare denaro in provvigioni e in trasferte per presenziare ad eventi a cui partecipano circa 54.000 visitatori in tutto (Apple Expo parigi 2007), l’azienda preferisce investire milioni di dollari posizionando nuovi Flagship Store nelle migliori locations (Carrousel du Louvre a Parigi, tanto per fare un esempio), che riusciranno automaticamente a generare hype (basta vedere i video dell’apertura dell’Apple Store di Boston) e a far parlare di se e il cui ritorno diretto dell’investimento, indipendente da dinamiche di posizionamento strategico del brand, è altissimo e garantito dal fatturato annuo del negozio stesso.