Steve Jobs: i papabili alla successione

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Executives

I media americani, con il comportamento da avvoltoi che purtroppo talvolta li caratterizza, dall’ultimo keynote si stanno interessando ad Apple più per le condizioni di salute di Steve Jobs che per parlare dei prodotti dell’azienda. Gli argomenti clou sono riassunti dalle domande: “Chi sarà il successore di Steve Jobs?” e “Apple sarà la stessa senza El Jobso?“. La risposta alla seconda domanda è certamente no. E’ comunque lecito cercare una risposta alla prima, non per le ragioni che muovono i giornalisti senza scrupoli che legano direttamente la dipartita di Steve alle fluttuazioni azionarie della società, ma, come ha fatto P. De Witt di Apple 2.0, più che altro per capire chi ha aiutato Steve a rendere Apple la potenza che è diventata nel corso degli ultimi dieci anni e chi potrà succedergli in un futuro che speriamo possa essere il più lontano possibile. Vediamo insieme quali possono essere, secondo noi, i 6 nomi più probabili. Non dimenticate di dire la vostra nei commenti!

Fortune a febbraio, e dunque in tempi giornalisticamente non sospetti, chiese direttamente a Steve Jobs chi potesse essere “the next in line” che avrebbe potuto sostituirlo a capo di Apple. Ecco la risposta di Steve:

Abbiamo persone veramente capaci alla Apple. Ho nominato Tim Cook COO e gli ho dato la divisione Mac e lui ha fatto un lavoro straordinario. Insomma, qualcuno dirà: “Oddio, se Jobs lo mettesse sotto un bus, Apple sarebbe nei pasticci”. Beh, mi capite, penso che non sarà una festa, ma abbiamo persone davvero capaci alla Apple. E il direttivo avrebbe a disposizione alcuni ottimi nomi fra cui scegliere per nominare il CEO. Il mio lavoro è quelo di rendere tutto il team direzionale tanto bravo che chiunque potrebbe succedermi.

Il COO Tim Cook, l’unico Executive nominato direttamente da Jobs (era seduto accanto a lui) durante l’intervista è sconosciuto ai più nonostante sia uno degli artefici della risurrezione della divisione Mac e abbia sulle spalle responsabilità spesso più ramificate di quelle dello stesso Jobs. Nonostante tutti gli executive siano per nomina “Senior Vice President” Tim Cook, che è invece Chief Operating Officer, è il vero braccio destro di Jobs e alcuni dei SVP riferiscono direttamente a lui e non al grande capo. Cook è colui che prese le redini della società durante il periodo di assenza di Steve Jobs nel 2005 ed è sicuramente il successore più probabile.

Phil Schiller è il SVP addetto al Marketing mondiale. Anche lui ha dei notevoli meriti, soprattutto per quanto riguarda la commercializzazione e la diffusione di quasi tutti i più importanti prodotti della mela. Schiller è conosciuto dal grande pubblico grazie ai suoi interventi durante i keynote, e nonostante possa sembrare impacciato durante le presentazioni se messo a confronto con il Gran Maestro dell’ordine della Distorsione della Realtà, (alias Steve Jobs), la sua esperienza più che ventennale nell’ambito del marketing parla chiaro e lo candida come secondo della lista dei papabili.

Scott Forstall. Il SVP della divisione iPhone Software è il Vice Presidente Anziano di più recente nomina (insieme a Bob Mansfield) ma vanta una esperienza ventennale a fianco di Steve Jobs. Forstall lavorava alla NeXT prima di passare ad Apple nel 1997. Ha guidato il team di Mac OS X Leopard ed è al momento a capo della squadra di sviluppatori che lavora su OS X iPhone. Nonostante la faccia fresca della foto, alcune sue espressioni (riguardatevi il video della presentazione di iPhone SDK) ricordano il Nicholas Cage psicolabile de “Il genio della truffa“. Il che sicuramente depone a suo favore nella scelta di un sostituto per un pescetariano appassionato di medicina alternativa come El Jobso.

Tony Fadell è l’uomo dei brevetti. Troviamo il suo nome, spesso insieme a quello di Steve Jobs, su quasi tutti i Patents di Cupertino. Questo 37enne  è, senza troppi giri di parole, colui che ha contribuito maggiormente alla nascita di iPod e alla susseguente creazione di un’innovativa concezione di Store musicale online da integrare con quel dispositivo e che tutti oggi conosciamo come iTunes Store. Fadell è sicuramente un successore probabile anche se non appare pubblicamente troppo spesso e la sua esperienza è forse troppo slegata dall’ambito Mac vero e proprio.

Il quarantanovenne Ron Johnson è il responsabile del settore commerciale in senso stretto in quanto responsabile mondiale degli Apple Store. A lui si devono scelte vincenti come quella di inserire la Genius Bar nei punti vendita di Apple e molte delle peculiari caratteristiche dei retail stores della mela. A giudicare dal sorriso a 72 denti Johnson potrebbe essere in grado di vendere il ghiaccio agli Esquimesi, ma visto il ruolo svolto finora, forse un po’ ai margini del vero nucleo creativo e operativo, non sembra possa essere il probabile next CEO.

Johnathan Ive. Abbiamo già parlato più di una volta di Jony. Inglese d’origine, Ive è uno dei più quotati designer industriali del mondo, come testimoniano i Black Pencil (gli oscar del design) che il timido e riservato Jony si è portato a casa anche quest’anno. Ma proprio la timidezza e l’estrema riservatezza di questo Briton quarantenne (il cui unico vizio conosciuto è quello di avere un gran debole per le Aston Martin), sono le due caratteristiche che lo pongono in fondo alla lista dei possibili successori.

Anche se potenzialmente anche gli altri cinque membri del Board of Executives (da non confondersi con il consiglio di amministrazione, o Board of Directors) potrebbero succedere a Jobs, appare improbabile che fra di loro possa nascondersi il papabile.

Sina Tamaddon, nonostante assomigli al Ben Kingsley/Cosmo del film cult “I signori della truffa” , è forse il meno conosciuto di tutti gli Executives, così come il low profile di Bob Mansfield non ne fa un candidato plausibile. Il CFO Peter Oppenheimer è abbastanza conosciuto per la sua funzione di addetto agli aspetti finanziari ma la sua posizione all’interno di Apple sembra non essere delle più salde, mentre Bertrand Serlet, col suo simpatico e fortissimo accento francese (qui nel video in cui scherza sul reparto fotocopiatrici di Microsoft) sembra non essere il miglior sostituto, anche se forse grazie a lui Apple potrebbe tornare a ravvivare l‘Apple Expo parigino. Infine l’ultimo rimasto è Daniel Cooperman, il SVP e General Counsel, ovvero l’avvocato capo, forse il meno papabile di tutti, in quanto è sicuramente poco probabile e poco auspicabile che le redini di Apple vengano prese da un legale. O almeno questo è quello che sperano alla Psystar.