Apple ha il miglior magazzino, grazie a Tim Cook

di Gabriele Contilli 4

Stando a una ricerca effettuata da UBS sulle modalità di gestione del magazzino delle principali società operanti nel settore dell’IT, Apple vanterebbe un piccolo primato per quanto riguarda la riduzione (al minimo) dei giorni di magazzino.

Quanto più un’azienda riesce a tenere basso quel valore, tanto più significa che è in grado di rispondere correttamente alla domanda di mercato, senza tenere scorte di prodotti invenduti in magazzino per lunghi periodi o, peggio ancora, non riuscendo a soddisfare in tempo la domanda per via delle scorte esigue.

Il primato di Apple si attesta sui cinque giorni, ma negli ultimi anni di attività tale valore, per Cupertino, è oscillato dai tre ai dieci, mentre il valore complessivo del fatturato non ha fatto altro che aumentare, arrivando al valore approssimativo attuale di dieci miliardi di dollari.

A titolo esemplificativo, l’unica azienda che riesce ad attestarsi su valori simili è Dell, che riesce a tenere le sue scorte in magazzino per un periodo non superiore ai 7 giorni, mentre aziende come HP e Lenovo addirittura per 32 e 15 giorni rispettivamente. Non è da meno Intel che arriva agli 89 giorni e D-Link supera tutti con i suoi 131 giorni.

Aziende come Nokia (27 giorni), Cisco (31 giorni), Texas Instruments (90 giorni) e Motorola (48 giorni) non riescono a tenere il passo con i ritmi di Apple; l’uomo dietro a tale successo, a sorpresa, è Tim Cook.

Nel periodo buio di Apple, dopo l’uscita di scena di Jobs, il magazzino aveva accumulutato scorte per una valore complessivo di 437 milioni di dollari con ben 31 giorni di magazzino; Cook, nel suo primo anno di attività, ridusse il valore di queste scorte a poco meno di 80 milioni e diminuì i giorni di magazzino da 31 a 6 (valore molto vicino a quello attuale). In seguito continuò ad operare in questa direzione, continuando a diminuire il valore delle scorte e i giorni in cui queste rimanevano stipate in magazzino, arrivando a toccare lo storico traguardo dei 2 giorni. Tutto ciò consentì ad Apple di avere liquidità nel periodo peggiore della sua storia, e di ripartire con più slancio non appena le vendite dei nuovi prodotti inziarono a decollare.

[Via|SetteB.IT, CultOfMac]