Registrare musica su Mac: chitarra e basso

di Carlo Ballantini 10

Affrontiamo un argomento che certamente potrà interessare i molti lettori di TAL che, da buoni utenti Mac, sono anche appassionati di musica. In particolare oggi trattiamo la registrazione dei più diffusi strumenti a corda (chitarra e basso, appunto), ma presto ci occuperemo anche di microfoni, tastiere, percussioni e tutto il resto. Per chitarra e basso esistono molti software di simulazione di amplificatori ed effetti (ottimi anche quelli di serie inclusi nel nuovo GarageBand ’09), ma come possiamo sfruttarli al meglio senza una scheda audio esterna?

Cerchiamo di capire le possibili opzioni per il collegamento in modo da utilizzare strumentazione che già possediamo o scegliere accuratamente un eventuale acquisto in base alle nostre specifiche esigenze.

Tutti i recenti computer di Apple sono dotati di una scheda audio integrata con ingressi ed uscite digitali ottiche e con caratteristiche di conversione AD/DA (rumore di fondo, risposta in frequenza, distorsione, etc.) decisamente sopra la media rispetto alla maggioranza dei comuni PC. Nonostante alcuni ritengano superflua la dotazione audio di serie, io credo invece possa rivelarsi utilissima in molte occasioni e per molti utenti: in primo luogo l’utilizzo della scheda integrata è indispensabile per chi non ha ancora acquistato una periferica esterna dedicata, ma anche chi possiede strumentazione professionale può avere l’esigenza di tanto in tanto di registrare qualcosa “on the road” lontano dal proprio studio e il fatto di avere nel proprio laptop un ingresso integrato di buona qualità è una risorsa che potremmo apprezzare molto.

Il problema per i chitarristi/bassisti è però che l’ingresso integrato (di tipo line in) non è progettato per preamplificare un segnale proveniente direttamente da un pick-up. Vediamo allora le possibili soluzioni.

Cavo adattatore

Questa semplice soluzione è valida se la chitarra è dotata di un preamplificatore interno (come molte chitarre acustiche elettrificate). Sarà sufficiente un semplice cavo che adatti la diversa misura del Jack: nelle chitarre è il classico mono da 1/4 di pollice mentre nei Mac è stereo da 1/8. Il canale “ring” del mini-jack stereo può essere collegato allo stesso canale del “tip” (duplicando quindi sia sul canale sinistro che sul destro il segnale mono proveniente dalla chitarra) oppure alla massa. In quest’ultimo caso avremo un canale sempre muto e dovrete quindi fare attenzione all’ingresso che selezionerete via software.

Se invece la chitarra di tipo passivo (cioè come la maggioranza di quelle in commercio funziona senza nessun tipo di alimentazione) allora avremo bisogno di qualcosa in più di un semplice cavo in quanto il suono potrebbe risultare cupo, distorto ed in pratica inutilizzabile a causa dell’impedenza dell’ingresso linea. Tuttavia (e qui facciamo inorridire gli elettrotecnici) abbassando il potenziometro del volume dello strumento adatteremo “un po’ meglio” le impedenze e, a fronte di un abbassamento del volume che potrà comunque essere recuperato dalle preferenze audio del Mac, il suono subirà un discreto miglioramento. Certamente potrà risultare ugualmente un po’ ovattato ed il risultato è strettamente legato al tipo di pick-up e di circuitazione interna allo strumento, ma correggendo via software l’equalizzazione e gli eventuali effetti non è detto che il risultato finale sia poi così disastroso. Provare per credere!

D.I. Box

Una D.I. Box è una scatola (box, appunto) che, detta in parole povere, serve a bilanciare un segnale sbilanciato. I vantaggi di un segnale bilanciato (di solito su connettore XLR) sono notevoli e quello principale è che non disperde segnale anche se molto lungo. Può anche essere utilizzata per eliminare ronzii e disturbi provenienti dalla terra (c’è sempre uno switch Ground Lift per eliminare tali disturbi), ma nel nostro caso potrà essere utilizzata per adattare l’impedenza dello strumento a quella dell’ingresso del computer. Ci sono moltissimi tipi di D.I. in commercio, alcune specifiche per chitarra o per basso che hanno anche un piccolo preamplificatore interno, ma quello che ci interessa per il nostro scopo è che abbia l’ingresso ad alta impedenza (definito a volte con la sigla Hi-Z o Instrument Input) ed interponendo lo “scatolotto” tra lo strumento ed il Mac avremo un ottimo segnale pronto per essere elaborato dalla simulazione software che preferite.

Multieffetto o pedaliera

Qualsiasi effetto progettato per la chitarra ha ovviamente un ingresso ad alta impedenza (anche se non specificato) e quindi possiamo utilizzarlo come una sorta di D.I. Box. Così anche una vecchia pedaliera che non utilizziamo più perché vecchia ed obsoleta potrebbe essere riciclata ed avere nuova vita. Preoccupiamoci solo di mettere in by-pass tutti gli effetti interni, la preamplificazione e l’equalizzazione per non andare a duplicare i controlli che avremo poi nel software del computer.

Amplificatore

Se avete un buon amplificatore sarà forse meglio aspettare un prossimo tutorial per imparare a microfonarlo a dovere (il suono di un vero amplificatore è ovviamente migliore e più reale della sua relativa “emulazione”), ma se non resistete e volete provare il simulatore di ampli del nuovo GarageBand (oppure il vostro amplificatore non è poi così bello) potete usare l’ampli come semplice adattatore di impedenze. L’unico requisito è che abbia un’uscita line out o per cuffie che è presente anche in alcuni modelli quasi-giocattolo a batterie. Gli amplificatori non prevedono un bypass totale della sezione di preamplificazione ed equalizzazione quindi sarà forse necessaria qualche regolazione sui toni per ottenere un buon suono equilibrato pronto per essere elaborato.

Come detto in precedenza queste soluzioni sono da considerarsi utili rimedi soprattutto se si possiede già uno degli oggetti sopra elencati, mentre se dobbiamo mettere mano al portafoglio allora la scelta migliore sarà certamente quella di una scheda audio esterna con almeno un ingresso ad alta impedenza per strumenti (ce ne sono anche di molto economiche e trasportabili).

A tutti quelli che avessero qualcosa da dire sulla qualità non propriamente professionale della scheda audio interna ai Mac vorrei raccontare una piccola storia: per l’album Nebraska, Bruce Springsteen realizzò i demo delle canzoni con il suo registratore 4 piste a cassette in casa. I brani poi furono incisi in studio con la sua band, ma sia Springsteen che Jon Landau (suo manager) ritennero che i demo originali trasmettevano un’emozione particolare che in studio si era persa. Così fu migliorato il più possibile il suono basso e rumoroso del piccolo nastro e fu pubblicata la versione demo come album ufficiale. Una cosa simile è successa anche per le tracce di voce del primo album solista di Phil Collins che non riusciva a ricreare in studio l’intensità della voce presente nei provini. Curioso, no?

Bene… posso assicurarvi che i registratori 4 piste su cassetta di allora (parliamo dei primi anni 80) avevano una qualità sonora molto inferiore a quella di un Mac dei giorni nostri.

Con questo, sia chiaro, non si intenda che la qualità delle periferiche audio professionali sia superflua (altrimenti io stesso non spenderei migliaia di euro in MOTU ed Apogee), ma bensì che una buona idea registrata con qualità mediocre è decisamente da preferirsi ad una brutta idea registrata magnificamente. E nessuno può dire in anticipo quando quella “buona idea” arriverà… chissà se tutta la nostra super-strumentazione sarà con noi in quel momento? Il mio Mac certamente lo sarà!

Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.