Perché i musicisti amano Apple?

di Carlo Ballantini 31

Con questo post diamo inizio ad una nuova serie di articoli dedicati a musicisti e “musicanti” scritti in esclusiva per TheAppleLounge. I post di questa rubrica speciale verranno pubblicati ogni domenica alle 11:00. Domani, 18 gennaio, in via straordinaria, partiremo con un doppio appuntamento, alle 11:00 e alle 14:00.

I post saranno guide, recensioni, trucchi, suggerimenti e riflessioni rivolte a diverse tipologie di amanti della musica: da quelli che la musica la ballano e basta (ma amano alla follia il loro Mac) a quelli che suonano più o meno sul serio uno strumento, ma forse non conoscono a fondo le potenzialità che fornisce di serie il loro computer.

La scelta di pubblicare questi post in un blog dedicato al mondo Apple non è affatto casuale. L’idea molto diffusa che chi si occupa di musica (e di grafica) usa Mac è fondata su basi solide ed è uno dei rari luoghi comuni che corrispondono alla realtà. In poche parole: i musicisti amano il loro Mac e gli utenti della mela sono decisamente più creativi di quelli Windows.

So che con questa affermazione potrei scatenare l’ira di tutti quelli che utilizzano Windows anche per la loro professione creativa, ma la cosa che ci interessa di più è un’altra: perché i musicisti amano Apple? Quale è il vero motivo che attira molti artisti (od aspiranti tali) verso i computer della Mela?

Ovviamente non c’è una sola ragione e siete tutti invitati a dire la vostra opinione. Si può parlare del design, della disponibilità del software, della potenza di calcolo o anche di un certo “snobismo” dietro al Think Different molto simile a quello di alcuni musicisti.

In realtà molte di queste ragioni sono contestabili. Infatti, a differenza di qualche anno fa, oggi ci sono molti programmi per Windows con una qualità professionale paragonabile a quella degli storici software per Mac e, dopo il passaggio ad Intel, qualsiasi discussione sulla differenze tecnologiche non ha più molto senso.

Eppure la tendenza che porta i musicisti verso la Mela è in continuo aumento. Vediamo dunque insieme alcuni dei motivi per cui scegliere Mac per fare musica.

I Mac sono molto più silenziosi.

E’ un aspetto che spesso viene trascurato ed invece ritengo sia uno dei più importanti. Chi fa musica ha nell’orecchio uno strumento fondamentale che deve essere libero da qualsiasi disturbo. Avere un ronzio di ventole ed hard disk in sottofondo può essere molto fastidioso. Ci si può fare l’abitudine (come a tutto, del resto), ma si è comunque penalizzati. Un po’ come correre con gli scarponi da sci ai piedi. Provate a toglierli e sentite la differenza!

La latenza

La latenza (in inglese “latency”) è il ritardo che intercorre tra quando il software “vorrebbe” emettere un suono e il momento in cui quel suono esce realmente dagli altoparlanti. Questo ritardo diventa molto importante per utilizzare strumenti software interni e per il monitoraggio (l’ascolto in tempo reale di quello che si sta registrando). E’ vero che utilizzando schede audio professionali si hanno bassissime latenze anche con Windows, ma la gestione audio di OS X ci dà la possibilità di avere tempi di latenza accettabili anche con la schede audio interna. Questo può essere un grande vantaggio per chi ha un budget limitato e dopo l’acquisto del computer non può permettersi subito una scheda audio professionale.

Fonte Immagine: NoiseTime

Il costo

E’ opinione diffusa che i computer Apple siano più costosi rispetto alle varie altre marche. Tutto ciò è vero se si paragonano i prezzi Mac a quelli delle altre marche vendute nella grande distribuzione elettronica, ma è dovuto soprattutto al fatto che i Mac utilizzano sempre le più recenti tecnologie a differenza di quei computer perennemente in offerta speciale che hanno processori e chipset di penultima o terzultima generazione.

Questo li porta a collocarsi in una fascia di prezzo medio-alta, ma anche a tenere molto meglio il valore nel tempo. Quindi, conti alla mano, il sacrificio per l’acquisto iniziale diventa risparmio sul lungo termine. Per chi non avesse l’esigenza di avere sempre l’ultimo modello può spendere decisamente meno orientandosi nel mondo dell’usato. Un Mac è ben più longevo di un PC. Conosco professionisti che ancora utilizzano con soddisfazione processori G4, quanti ne conoscete che usano i Pentium III?

It Just works!

Semplicemente, funziona! Questo non vale solo per i musicisti ed è uno degli slogan principali usati da mamma Apple. Ma se questo vale per un programmatore o un web designer vale ancora di più per un musicista (che non ama certo confondersi con drivers, settaggi, antivirus e quant’altro). Avere nel computer uno strumento fidato che funziona a dovere quando se ne ha bisogno lascia la testa libera di muoversi tra note e suoni.

Il software

Quest’ultimo è forse il motivo più importante ed è proprio sull’approfondimento di programmi come GarageBand e Logic che baseremo molti dei futuri Tutorials. Quindi per adesso mi limiterò ad esporre un grandissimo vantaggio precluso al mondo Windows: si può creare una nuova idea musicale in un programma semplice, intuitivo e fornito gratuitamente di serie in ogni nuovo Mac (come GarageBand), per poi spostarsi in uno studio con Logic Pro mantenendo tutte le impostazioni e le tracce separate.


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.