iPod flambèe, Apple paga ma solo in cambio del silenzio

di Andrea "C. Miller" Nepori 18

Dopo le notizie sulla (inesistente) campagna di ritiro di iPod nano coreani e l’inchiesta di una TV di Seattle che avrebbe raccolto centinaia di eventi simili,  Il Times Online riporta ora un nuovo caso di iPod esplosivo, avvenuto circa un mese fa a Liverpool.
L’iPod touch di Ellie Stainborough è esploso in una nuvola di fumo poco dopo che il padre Ken l’aveva inavvertitamente fatto cadere.

A seguito dell’impatto l’iPod ha iniziato ad emettere una specie di sibilo e del fumo. L’uomo, senza farsi troppe domande lo ha lanciato nel giardino dietro casa, dove poco dopo il dispositivo è saltato letteralmente in aria. L’aspetto più inquietante della vicenda, su cui comprensibilmente il Times ha montato l’intero articolo, è la risposta di Apple, contattata prontamente da Ken Stainborough: vi ripaghiamo l’iPod ma solo a patto che stiate zitti per sempre.

Un rimborso per la perdita del dispositivo, in sostanza, in cambio del silenzio sulla vicenda. Accettare tale compromesso avrebbe significato rischiare una causa qualora uno dei famigliari si fosse lasciato scappare qualcosa, ha spiegato Ken. Per questo il padre di Ellie non ha accettato, ed ha confessato al Times di aver trovato particolarmente “disturbing”, inquietante, la lettera con cui un dirigente Apple gli offriva questo estemporaneo accordo di riservatezza.

Il problema dell’iPod touch esplosivo di Liverpool è da ricondurre sicuramente alla batteria, anche se non è dato sapere se la caduta del dispositivo possa aver innescato l’esplosione in qualche modo. Non che un colpo accidentale possa giustificare un esplosione fiammeggiante dell’intero device, ovvio.

Gli iPod venduti fino ad oggi nel mondo sono più di 170 milioni. Se i casi di esplosione o di iPod che vanno a fuoco fossero anche nell’ordine qualche centinaio, statisticamente si tratterebbe comunque di numeri di poco conto. Eppure l’eco che può avere da un punto di vista mediatico una notizia come questa vanifica ogni logica matematica. Ecco il perché dell'”inquietante” lettera. Metodi poco piacevoli, forse ma che rientrano nel novero delle procedure che la maggior parte delle grandi aziende mette in moto in casi come questo.