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iPhone, attenzione alle tariffazioni anomale di Vodafone

Da un paio di mesi a questa parte ricevo periodicamente un messaggio da Vodafone, il mio gestore di telefonia mobile, anche se probabilmente ha i giorni contati dopo dodici anni di fedeltà da parte mia, otto dei quali anche in qualità di dipendente, che mi ricorda che la promozione Mobile Internet attiva sul mio iPhone non comprende le connessioni effettuate utilizzando il punto d’accesso web.omnitel.it.

Visto così, sembra un normale messaggio di cortesia inviato dall’operatore per ricordare i draconiani limiti del proprio costoso e inefficiente piano dati riservato al telefono di Cupertino, ma andando a vedere online il proprio dettaglio dei costi, si vede che a questo messaggio corrisponde un addebito di ben cinque euro.

Contattato il 190, dopo le usuali attese di routine, non è stato poi difficile ottenere il riaccredito dei 5 euro. La motivazione ufficiale di Vodafone è quella della “connessione anomala“, anche perché con l’iPhone di Vodafone non è possibile (senza trucchetti) andare a variare le impostazioni dell’APN, che sono automaticamente impostate su iphone.vodafone.it.

Perché avvengono tali connessioni con APN differente da quello impostato, non è ovviamente dato di sapere. Fatto sta che è sempre meglio verificare periodicamente con costanza il proprio dettaglio delle chiamate per verificare che non si ripetano errori di questo genere.

Negli ultimi due mesi ormai di connessioni anomale, come amano definirle al 190, me ne sono già state addebitate ben quattro, per un totale di venti euro. E chissà quanti utenti iPhone clienti dell’operatore inglese si sono trovati nella medesima situazione, ma non hanno contattato il customer care per farsi riaccreditare il maltolto perché non se ne sono accorti.

Due cose dovrebbe mettere bene in chiaro Vodafone: la prima è che nel messaggio che invia in casi come questi venga specificato che hanno effettuato un addebito extra di ben 5 euro, altrimenti, come dicevo, lo si potrebbe semplicemente scambiare con un messaggio di informazioni generico; la seconda è di risolvere il problema, dato che l’iPhone ha di default impostato un APN differente.

Ce ne sarebbe, a pensarci bene, anche una terza: mantenere le promesse. Solo per fare un esempio, ad oggi, sabato 19 giugno 2010, non è ancora stata attivata la funzione di Visual Voicemail, promessa al lancio dell’iPhone 3G come disponibile entro la fine dell’anno. Correva l’Anno Domini 2008.

Come mai poi gli errori di tariffazione sono sempre a discapito del portafoglio degli utenti?