iPhone senza contratto? Apple guadagnerebbe 7 miliardi di dollari

di Gabriele Contilli 17

Toni Sacconaghi, analista di Sanford Berstein’s, crede fortemente che se Apple liberasse iPhone dal vincolo contrattuale che lo vede legato (in ogni Paese) ad un operatore telefonico diverso, questo permetterebbe ad Apple di guadagnare subito 7 miliardi di dollari, più altri 4 miliardi di profitti annuali.

L’analisi di Sacconaghi parte dal presupposto che il canone mensile che i clienti devono sottoscrivere rappresenta un ostacolo significativo per tutti i potenziali acquirenti e confina il device al mercato degli smartphone (che attualmente rappresenta il 17% del mercato totale di cellulari), invece che proiettare il telefono nel mercato più vasto della telefonia mobile.

L’azienda di Cupertino, inoltre, dovrebbe invogliare gli attuali clienti iPod (un prodotto che, secondo l’analista, sta invecchiando significativamente) a passare ad iPhone:

Apple’s more than 100 million iPod users give the company a huge opportunity to capture significant market share in the mobile device market, if it can successfully migrate these users to the iPhone. To do this, we believe Apple needs more mainstream iPhone models.”

(“I più di 100 milioni di utenti iPod di Apple danno alla compagnia un’enorme possibilità di catturare quote significative di mercato nel settore della telefonia mobile, se si riesce a migrare con successo questi utenti ad iPhone. Per fare questo, crediamo che Apple necessiti di modelli di iPhone più tradizionali”, ndA).

L’idea dell’analista, quindi, è quella di allargare il settore di vendite di iPhone convincendo anche i vecchi utenti iPod ad usare un iPhone, il tutto introducendo nuovi modelli del device. Sacconaghi ipotizza due strade percorribili da Apple: introdurre nel mercato il tanto rumoreggiato iPhone Nano (una versione più piccola dell’attuale iPhone, con funzioni mirate per la musica, le email e la navigazione sul Web) o un iPhone Touch (molto simile all’iPod Touch ma che sappia anche telefonare, senza connettività 3G e GPS; in pratica un iPhone EDGE). Entrambi i device andrebbero venduti senza la presenza di un vincolo contrattuale con un operatore telefonico.

Se Apple, in questo modo, riuscisse ad aggiudicarsi anche il 3% di quote di mercato del settore della telefonia mobile (a discapito di buona parte delle vendite di iPod), l’azienda sarebbe comunque in grado di aggiudicarsi un tornaconto di 7 miliardi di dollari in reddito e altri 4 in profitti annuali (come citato all’inizio dell’articolo). 

Senza entrare nel merito delle considerazioni di Sacconaghi, il problema è che analisi di questo tipo tendono a vedere Apple come un’azienda comune; in realtà a Cupertino non vogliono convincere le masse ad acquistare iPhone, ma vogliono creare il miglior dispositivo sul mercato, come ha affermato lo stesso Cook. E, quasi certamente, la strada intrapresa da Apple è quella giusta; il settore degli smartphone è in crescita e a Cupertino non vogliono concentrarsi su modelli di telefono già commercializzati, ma piuttosto guardare al futuro. L’unica cosa che gioverebbe significativamente ad iPhone sarebbe un approccio diverso nella creazione dei canoni mensili attualmente proposti dai carrier telefonici (Italia in primis); servirebbero più offerte e più possibilità di scelta. Proporre canoni mensili più bassi, aiuterebbe molta più gente ad abbandonare i classici telefoni cellulari per passare ad iPhone. 

[Via|CultOfMac, Macworld]