iPhone, App Store e il problema dei prezzi delle App

di Redazione 16

Lo abbiamo ribadito più volte e rischiando di essere noiosi lo scriviamo ancora un’altra volta: App Store è la vera chiave del successo di iPhone e iPod touch. È quel “quid” che permette di distinguersi nella massa, di far sognare di più, di essere unico insomma. App Store è talmente apprezzato dal pubblico che in circa quattro mesi di vita ha generato più di 300 milioni di downloads e ha spinto la più disparata tipologia di persone a creare qualcosa come 10.000 applicazioni. Numeri spaventosi, numeri che decretano il successo della piattaforma. Una “piattaforma democratica” come avevo definito qualche tempo fa, suscitando pure qualche piccolo mormorio. Eppure c’è qualcosa che non va e ciò rischia addirittura di rovinare tutto “l’eco-sistema App Store”. I prezzi delle App sono troppo bassi.

A dirlo non sono io (ben venga il giorno in cui tutte le Apps saranno gratuite), ma l’autorevolissima rivista on-line Fortune. Il problema (anche se “problema”, come definito da loro, mi sempre un tantino eccessivo) è che i prezzi ormai tendono al ribasso: tante applicazioni lanciate ai famosi 9.99 Dollari sono state ribassate fino ad arrivare alla soglia limite degli 0.99 Dollari (esempio su tutti e al quale si riferisce l’immagine di apertura, è Enigmo).

Il grafico qui sopra mostra chiaramente la situazione: le Apps gratuite e le Apps a 0.99 Dollari sono la maggioranza. Viene da sé che chi sviluppa guadagna ben poco, a meno di riuscire a trovare un’idea così geniale da riuscire a distribuirla in tutto il mondo. E proprio qui nasce quello che Fortune definisce “il problema“.

Oltre agli sviluppatori che creano le Apps tramite il loro Mac in scantinati poco illuminati e che le mettono umilmente in vendita a 0.99 Dollari sperando almeno di potersi ripagare, un giorno, la licenza di developer di Apple che costa ben 99 Dollari (a voi il conto di quante ne devono vendere per rientrare della spesa), ci sono grossi gruppi (in taluni casi veri e propri colossi informatici – vedi EA ndr) che pagano fior di quattrini i propri team di sviluppo.

Queste ultime realtà si lamentano della situazione delle “RingTone Apps” (le App da 0.99 Dollari) perché, oltre a intasare App Store, portano l’utente a vedere come “eccessivo” un gioco proposto a 9.99 Dollari (i nostri 7.99 Euro). Difficilmente una grossa azienda che investe in App Store circa 200.000 Dollari per un gioco, riuscirebbe a rientrare della spesa e guadagnarci bene (come è sacrosanto che sia) vendendo il proprio prodotto a 0.99 Dollari. Ecco dunque il pensiero che ha smosso alcuni a creare una sorta di petizione da inoltrare a Steve Jobs per renderlo consapevole del problema: in questa “lettera“, che è possibile leggere qui, vengono snocciolati dati e preoccupazioni, ma non viene suggerita una soluzione. Andando avanti di questo passo, dicono, il rischio è quello che App Store si trasformi in “Crap Store” (che è possibile tradurre come un “negozio di chincaglierie“) e, allo stesso tempo, le rivoluzionarie idee che stanno progettando potrebbero rimanere nel cassetto poiché non posseggono abbastanza fondi per finanziare i progetti di sviluppo.

Riprendendo quanto scritto sopra, personalmente non credo che ci sia un vero problema dei prezzi: tutto è da rapportare alla qualità di ciò che si trova, come nella vita reale. Posso, ad esempio, rinunciare a un aperitivo la sera e acquistare “un giocone” da 7.99 Euro (quasi il costo dell’aperitivo) e divertirmi per giorni: il problema è da ricercare altrove.

Proprio per questo motivo vi invito a offrirmi il vostro parere sulla questione: qualsiasi commento, anche quello che ritenete il più stupido (e sono sicuro che non lo è), è ben accetto. Questi sono i fatti, tornate domani per le opinioni a riguardo e, mi auguro, anche per una summa dei vostri commenti.