329€ per l’iPad mini non sono tanti, dice Phil Schiller

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Chi si aspettava un prezzo sotto la soglia dei 300$ o 300€ per l’iPad mini ieri è rimasto deluso. Il prezzo di partenza del nuovo piccolo tablet Apple è di 329$/€ per la versione da 16GB Wi-Fi.
Wall Street non ha gradito l’annuncio, tanto che mercoledì il titolo AAPL ha chiuso in netta perdita. Per contrastare l’amnesia di quegli analisti che confrontano il prezzo dell’iPad mini con quello inferiore di concorrenti che hanno totalmente rinunciato ai profitti, ieri è intervenuto il SVP della divisione marketing Apple, Phil Schiller. 329$, ha detto, è un prezzo corretto perché l’iPad mini è un prodotto nettamente superiore.

Schiller Dixit

Gli acquirenti, secondo Schiller, sono perfettamente in grado di accorgersi dei motivi per cui un iPad mini è preferibile ad uno dei tablet di Amazon o ad un Google Nexus 7. Capiscono, insomma, che il prodotto Apple ha quel quid in più rispetto alla concorrenza che lo rende una scelta preferibile.

Ma la vera stoccata arriva in un altro passaggio dell’intervista a Reuters con cui Schiller ha difeso le decisioni sul prezzo del nuovo dispositivo:

“L’iPad è il prodotto della sua categoria di maggior successo in assoluto. Il modello più economico mai venduto fino ad ora costava 399$ e le persone lo sceglievano comunque rispetto alla concorrenza.
Ora si può avere un dispositivo ancora più accessibile a 329$ in questo nuovo fantastico formato e penso che molti clienti siano parecchio felici di questo”.

In altre parole, tradotto dall’alfabeto farfallino del marketing: abbiamo venduto più di cento milioni di iPad in due anni a prezzi molto più alti mentre la concorrenza tirava fuori delle aberrazioni inusabili arrivando in alcuni casi a regalarle nei fustini del detersivo e ciò nonostante ci venite a dire che 329$ sono troppi. Ma per favore.

Analisti da analisi

La lettura che certi analisti (una parte minoritaria, per fortuna) hanno dato alla questione prezzo è l’ennesima riprova di quanto i vaticini di alcuni di questi moderni aruspici della finanza dovrebbero essere riconosciuti come categoria patologica dalla psichiatria contemporanea. I motivi sono principalmente due.

  • Come già accennato, i prezzi dei dispositivi della concorrenza sono più bassi perché sia Google che Amazon hanno scelto di rinunciare a qualsiasi profitto sulla vendita dei dispositivi, sperando di guadagnare market share e rifarsi con i contenuti o con la pubblicità. Ciò nonostante gli analisti si trovano a proprio agio nel confrontare quei prezzi con quelli di un prodotto che invece un margine di profitto, pure costando relativamente poco, continua ad averlo eccome.
  • Se non volendo Apple avesse annunciato un prezzo di 299$ per l’iPad mini gli stessi analisti si sarebbero affrettati a parlare di pericolosa erosione del gross margin dell’azienda.

Non c’è scampo dalla morsa degli analisti, insomma.

Per un breve approfondimento sulla questione dei prezzi dei tablet da 7″ della concorrenza vi rimando a questo articolo: iPad mini, Nexus 7 e Kindle Fire HD: i conti in tasca a Google ed Amazon.

Come l’iPod mini?

Abbiamo detto più e più volte che il line-up iPad e la strategia che Apple sta seguendo con il suo tablet ricorda molto da vicino la “storia” dell’iPod. Beh, ora c’è un’altra somiglianza da aggiungere all’elenco.
Come fa notare John Gruber, l’iPad mini sta ricevendo un’accoglienza simile a quella che fu riservata all’iPod mini nel 2004. La principale critica, anche allora riguardava il prezzo (in particolare la poca differenza dal modello più grande).
L’iPod mini, però, sarebbe diventato l’iPod più venduto di sempre. Un grande successo dell’era Jobs. L’iPad mini riuscirà ad eguagliare il piccolo lettore musicale in questa impresa?