Nuovi MacBook Air 11″: il teardown di iFixit

di Gospel Quaggia 15

Con la velocità che li contraddistingue, già ieri i ragazzi di iFixit hanno effettuato il teardown del nuovo MacBook Air da 11 pollici, presentato mercoledì scorso da Apple.

All’interno della confezione, oltre al piccolo MacBook Air, ci sono un paio di sorprese piuttosto interessanti. La prima è sicuramente la chiavetta USB, destinata alla reinstallazione del sistema in caso di bisogno. Essa contiene sia Mac OS X Snow Leopard che iLife ’11 ed è possibile, ovviamente, fare il boot a partire da essa semplicemente premendo il tasto “C” all’avvio. Finalmente quindi Apple si slega da unità ottiche esterne e/o condivise per la reinstallazione del sistema. La chiavetta è accessibile in sola lettura, ma iFixit non ha tentato nessun hacking del drive. Sicuramente si prospettano interessanti novità in questo senso.

La seconda sorpresa è l’alimentatore della stessa potenza del precedente, quindi 45W 3.1A 14.5V, ma di dimensioni decisamente più ridotte:

Il pulsante di alimentazione ora non è più integrato nella scocca ma fa parte della tastiera del nuovo MacBook Air e nella parte frontale mancano il sensore infrarossi e il led che indica lo stato di sospensione, mentre sul lato destro è ora disponibile una seconda porta USB.

Apple complica decisamente la procedura di apertura della scocca inferiore, grazie all’utilizzo di viti Security Torx a 5 punte. Queste viti hanno dato parecchio da fare anche a iFixit, sebbene non siano esattamente gli ultimi arrivati nel campo. In ogni caso, una volta svitata la parte inferiore ecco il risultato:

Come si può vedere (e come era facilmente immaginabile) lo spazio interno è sfruttato metodicamente e nulla è lasciato al caso, come d’abitudine. Saltano all’occhio le sei batterie che compongono il sistema di alimentazione da 35 w/h che grazie alla mancanza di un hard disk tradizionale e allo schermo più piccolo, dovrebbe garantire i 30 giorni di standby e le 5 ore di utilizzo intenso.

Una volta raggiunto l’interno del piccolo MacBook Air, separare i componenti non è più tanto difficile e sia le batterie che la memoria flash da 64 GB possono essere smontati con un semplice cacciavite Torx T5.

È evidente il fatto che tale memoria flash sia un componente esclusivo di Apple e che molto probabilmente sarà disponibile solo tramite il servizio di assistenza di Apple stessa. In ogni caso, essa è composta da 6 chip in totale:

  • 4 Toshiba TH58NVG7D7FBASB 16GB per un totale di 64GB,
  • 1 Toshiba T6UG1XBG come controller SSD,
  • Micron OKA17 D9HSJ DDR DRAM cache.

Il peso è di circa 10 grammi e lo spessore di 2,45 mm, caratteristiche irraggiungibili da qualsiasi disco tradizionale.

Nello smontare la scheda logica, ci si trova di fronte alla medesima scheda WiFi Broadcom BCM943224PCIEBT2, anche se di forma e dimensioni differenti rispetto a quelle installate sugli attuali MacBook Pro, mentre è separata dalla scheda logica quella che controlla MagSafe, USB e scheda audio (una Cirrus Audio 4206ACNZ, come sull’ultimo Mac Mini).

Lo smontaggio non è particolarmente difficile e alla fine ci si ritrova con una scheda logica veramente compatta:

Purtroppo però la memoria RAM (in giallo) è saldata direttamente alla scheda logica, quindi non c’è nessuna possibilità di upgrade da parte dell’utente, se non quella di acquistare il modello con 4GB offerto come opzione da Apple e che credo sia una scelta praticamente forzata per ottenere prestazioni di rispetto.

Una volta rimosso l’heatsink, sono visibili il processore Intel Core 2 Duo (in rosso) e la scheda grafica NVIDIA GeForce 320M (in arancione).

Sicuramente, per le caratteristiche e prestazioni, questo nuovo MacBook Air farà discutere, ma è innegabile che, anche dall’interno, sia veramente bellissimo.

[via | iFixit]