ZiPhone e iPhone 3G: l’etica dell’hacker secondo Zibri

di Michele Baratelli 31

Ci hanno davvero molto colpito le parole di Zibri contenute all’interno del suo ultimo post perché vanno ben oltre il normale messaggio che si è soliti aspettarsi da lui o da qualsiasi hacker “professionista”: è come se l’inventore della ghigliottina (tale Guillotin) dopo averla resa tristemente famosa avesse detto qualcosa come “Fermi tutti! Non è poi così necessario e bello decapitare le persone“. Con i giusti modi e con le giuste differenze, Zibri vuol proprio fare passare questo messaggio. Non è che Apple lo ha pagato per non produrre più ZiPhone e per sostenere la sua causa?

Zibri, come sapete se ci seguite da tempo, è un personaggio che ha catalizzato simpatie e antipatie: noi di TAL non ci siamo mai permessi di giudicare la persona (Piergiorgio), ma, sempre il frutto del suo lavoro e cioè ZiPhone. Ora che Zibri sembra in vacanza perenne, vorremmo capire che succede: tutto questo nella maniera più rispettosa possibile perché non è nostra intenzione creare “flames” o situazioni spiacevoli. Soprattutto vorremmo puntare l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: gli hacker hanno un’etica.

Vediamo cosa ha scritto però. All’interno del suo post, troviamo la frase che ci ha permesso di ragionare su questa situazione. Dice:

“[…] As I already said I see no reasons now to rush to mod the iPhone […] Modding the iPhone at moment seems just a hypocritical synonym for “getting apps for free from appstore” and I’m not fine with that. […] “

Per chi mastica poco l’inglese, Zibri sostiene che al momento non vede ragioni per “modificare” (Jailbreak o sblocco) iPhone poiché ora mettersi a cambiare il software di Apple è l’unico modo per poter installare le applicazioni di App Store crackate, ovvero gratis, e lui non è d’accordo con questo.

Non ci sono ragioni per “modificare” iPhone? Eh no, caro Piergiorgio, le motivazioni ci sono eccome. Come tu sostieni, possiedi un iPhone 2G con Firmware 1.1.4: se vuoi portarlo al 2.1, per avere le applicazioni di App Store a pagamento, devi per forza modificarlo. Quindi io, nel mio piccolo e nella mia immensa ignoranza, una motivazione la vedo. Inoltre, se si possiede un iPhone 3G, fare Jailbreak è trasgredire “quel pochino che fa sentire vivi”, idealmente come rubare le ciliege dalla pianta del nostro vicino di casa: siamo noi i primi a consigliare di non fare Jailbreak ad iPhone 3G, ma, se lo si fa non crediamo che la motivazione generale sia solo quella di installare le applicazioni crackate.

È difficile capire se questo nuovo “ZiPhone” sia davvero in cantiere e se davvero funzioni; oppure se con questo post Zibri ha solo voluto darci la sua visione personale dell’etica di un hacker di iPhone: non ci è piaciuto però il fatto che indichi colui che sblocca il suo iPhone come uno che “usa le applicazioni crackate“. Crediamo, e ci auguriamo come al solito di sbagliare, che ZiPhone per il firmware 2.0 sia ancora in alto mare e che questi post servano per tenere alta l’attenzione su un prodotto superato, che pian piano finisce “nel dimenticatoio” a favore dei programmi dei “rivali del DevTeam“, con il secondo fine di stimolare qualche donazione.

Zibri, aspettiamo una nuova versione del tuo programma quanto prima: la concorrenza è una cosa positiva che crediamo necessaria anche in questo particolare “settore”. Inoltre, vuoi mettere la soddisfazione di utilizzare un programma fatto da un nostro connazionale? Forza Piergiorgio, non vediamo l’ora di avere tra le mani questo tuo programma “talmente semplice che nessuno ancora ci ha pensato”. Facci però un favore: non sputare nel piatto dove hai mangiato lautamente. O forse Apple ti ha davvero assunto come “iPhone Carrier Manager“?