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Caricatori Made for iPod e iPhone: MintyBoost svela “il trucco”

La dicitura Made for iPod o Made for iPhone che le aziende di accessori per iDevice possono stampigliare sulla confezione dei propri prodotti non è un semplice marchio senza significato. Il prezzo della licenza pagata ad Apple per ottenerlo è giustificato dall’accesso ad una serie di specifiche tecniche che permettono effettivamente al dispositivo di funzionare con iPhone e iPod in piena compatibilità.

Lady Ada, hackeressa e madrina del progetto Minty Boost, caricatore d’emergenza USB Open Source, ha effettuato il reverse engineering di un caricabatterie di emergenza della Griffin compatibile con gli ultimi modelli di iPhone e iPod, scoprendo quale stratagemma elettrico viene utilizzato da Apple per identificare gli accessori compatibili.

Ecco qualche dettaglio tecnico. In un comune cavo USB trovano spazio 4 fili, corrispondenti a quattro pin nella presa: Ground (Terra), Data 1, Data 2 e +5V. Normalmente sono sufficienti i 5V e il GRND per sfruttare i 5V della connessione, ma nel caso di Apple anche i due pin D1 e D2 vengono utilizzati al fine di identificare il tipo di collegamento attivo (presa a muro USB con adattatore, computer o accessorio di carica esterno).

Nel caso specifico dei caricatori esterni di emergenza a pile, categoria a cui appartiene anche il Minty Boost, Apple ha previsto una configurazione particolare che permette all’iPhone di succhiare meno corrente e di accettare come compatibile l’accessorio. Lady Ada insegue le variazioni di specifiche per questo tipo di prodotti ormai da anni ed è sempre riuscita a bypassare le restrizioni.

Nel caso degli iPhone più recenti stava per darci su, perché sembrava che il Minty Boost proprio non volesse funzionare. L’iPhone pretendeva di succhiare un Ampere dal caricatore, ma il Minty Boost, funzionando a pile, non aveva modo di fornirlo, innescando di conseguenza un messaggio di incompatibilità sull’iPhone.

Per risolvere l’arcano c’è voluto il reverse engineering di un caricatore compatibile della Griffin, che ha permesso di scoprire il trucchetto: una piccola resistenza piazzata in serie sui pin di trasmissione dei dati che fa arrivare 2V su D1 e D2 “comunicando” all’iPod/iPhone di turno di accontentarsi di una carica di mezzo Ampere.

Grazie alla scoperta ora Minty Boost funziona di nuovo con tutti i dispositivi Apple. Se siete in vena di smanettare un po’ con salda-stagno, condensatori e resistenze, potete ordinare il kit da montare direttamente da questa pagina. Nel video qui sopra Lady Ada spiega un po’ meglio tutto il procedimento. In questa pagina trovate invece tutti i dettagli da veri Geek.