Linus Torvalds bacchetta Mac OS X Leopard

di Andrea "C. Miller" Nepori 12

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Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha pubblicamente criticato Mac OSX Leopard durante la conferenza linux.conf.au che si è svolta a Melbourne la scorsa settimana. Il papà del noto sistema operativo Open Source ha definito “una schifezza totale” il file system sul quale si basa Mac OS X pur preferendo nel complesso Leopard a Vista:

“Non ritengo che siano egualmente fallati; Leopard è un sistema decisamente migliore, ma in qualche modo è peggiore di Vista per i programmatori. Il file system (di MAC OS X n.d.r.) è una schifezza totale”.

Torvalds si riferisce al File System HFS+, una delle componenti più antiquate del sistema operativo di Cupertino, che si riteneva dovesse essere finalmente accantonato con l’arrivo di Mac OS X 10.5 Leopard. Apple lavora da tempo per introdurre sui propri sistemi il nuovo ZFS -un file system innovativo ed Open Source sviluppato da Sun Microsystem– e secondo alcune indiscrezioni già Leopard, con aggiornamenti futuri, potrebbe essere in grado di leggere dischi formattati con tale sistema. Come s’intuisce, un’adozione completa di un nuovo file system è però un’operazione molto più complessa e delicata, soprattutto quando deve essere applicata a prodotti che vantano una popolosa comunità di utenti, come nel caso di Apple. Da questo punto di vista il creatore di Linux e compagnia non possono certo vantare un’esperienza significativa.

Torvalds ha poi aggiunto che:

” Un sistema operativo dovrebbe essere completamente invisibile. Per Microsoft ed Apple è invece un modo per controllare tutto l’ambiente circostante […] e forzare le persone ad aggiornare il proprio hardware e le proprie applicazioni. “

Possiamo comprendere le posizioni del papà di Linux e certamente in parte ne condividiamo la spinta libertaria. Da qui a mettere sullo stesso piano Apple e Microsoft però ce ne passa. Torvalds dimentica forse di far notare anche che a dispetto di questa affermazione quasi tutte le grandi distribuzioni di Linux sfruttano delle User Interfaces decisamente Windows-Like, forse nel tentativo, ahimè quantomeno maldestro, di imitare uno dei due principali sistemi  semplicemente perchè si tratta del più diffuso. Se le installazioni di Linux su server stanno sempre più prendendo piede, grazie al vantaggio di essere meno costose e più affidabili, il pinguino fatica ad arrivare ad una percentuale decente di utilizzo parte dell’utenza desktop. Fatto salvo per qualche aspetto il progetto UBUNTU non esistono distro che possano in qualche modo concorrere con sistemi come quelli di Apple, anche perché, siamo realisti, l’intraprendenza di un gruppo, sia pure numeroso, di volontari, in questo crudele mondo non può nulla contro le strategie di una grande corporation funzionale e organizzata. Si aggiunga che Apple aggiunge  poi alla brillante organizzazione aziendale un costante reinvestimento di capitali nell’innovazione in modo da garantire all’end-user un prodotto funzionale, aggiornato e migliorato costantemente. Perchè un utente Linux possa trovarsi nella stessa condizione deve possedere un livello di esperienza tecnica che la stragrande maggioranza degli utenti desktop non hanno e, diciamolo, non aspirano ad avere.

Torvalds dimentica infine che gli utenti Apple acquistano i prodotti di Cupertino operando una scelta informata e consapevole mentre la grande diffusione dei sistemi Windows è garantita dall’impossibilità da parte della stragrande maggioranza degli utenti di acquistare un computer senza che vi sia necessariamente installato Vista (o XP per i più fortunati).