Da iOS a Android, day 1: primo impatto con l’S3

di Redazione 42

Da iPhone a Android

Eccoci al primo giorno di questo esperimento / avventura / escursione / traversata / rally dakar. Ragazzi, è dura separarsi dall’iPhone. Già oggi ho avuto le prime crisi di identità, ma sono riuscito ad evitare gli ansiolitici. Se non sapete di cosa sto parlando qui c’è il primo articolo introduttivo.Vi ricordo che potete partecipare attivamente con l’hashtag #iOStoAndroid (o #IoStoAndroid) su Twitter e Facebook.

Ieri molti di voi hanno “criticato” (in senso positivo ovviamente, la vostra partecipazione è preziosissima nonché il vero scopo di questo esperimento) la scelta di prendere un Samsung Galaxy S III come smartphone per il confronto. Troppo tardi! Ormai questo c’ho e buonanotte. No, a parte scherzi, è stata dura trovare una buona offerta. La ricerca è stata tra gli annunci di HTC One X e Galaxy S3 (due ottimi modelli a prezzi accessibili), alla fine l’ha spuntata quest’ultimo per velocità di trattativa con l’inserzionista.

Non ho considerato il Nexus perché… boh. Mea culpa. Avrei dovuto. L’ho completamente ignorato. Sarà stato che in testa avevo “Samsung” e “HTC” con prevalenza di “Samsung”. Potenza dei media e degli utenti che nei forum, nei commenti di qualsiasi cosa, persino da vicino tra un drink e l’altro continuavano a dirmi: “Ma che ci fai con sto iPhone! Prendi un S3!”. Le risse gli scontri di vedute si andavano facendo sempre più intensi finché quel “Ma provalo! Provalo per una volta e dopo potrai insultarlo a ragion veduta!” mi ha convinto. Devo almeno provare qualcosa prima di poter dire che fa schifo. Ed eccomi qui.

Primo approccio al dispositivo

Schermo

Confronto tra schermo di iPhone 4S e Galaxy S III. Il paragone avrebbe dovuto essere con un iPhone 5 lo so. Ma non lo ho più. Non infierite.
Confronto tra schermo di iPhone 4S (3,5″) e Galaxy S III (4,8″). Il paragone avrebbe dovuto essere con un iPhone 5 lo so. Ma non lo ho più. Non infierite.

4,8 pollici di diagonale sono un’enormità. E non solo per chi è abituato ad un iPhone 5 (figuriamoci un 4S o precedenti). Certo che uno schermo grande è sempre molto bello da vedere, e inizia ad essere possibile leggere una pagina web senza zoomare. Ma oltre i 4 pollici diventa arduo utilizzare il dispositivo con una sola mano. Sull’S3 per premere nell’angolo superiore sinistro (dove c’è quasi sempre un pulsante fondamentale) devo forzare l’estensione del pollice fino a rendere meno sicura la presa del telefono, con l’ovvio rischio di farlo cadere. E io ho delle mani piuttosto grandi. In pratica, con schermi del genere diventa necessario usare due mani. Un prezzo che in molti pagano volentieri ma che va tenuto in conto. Come ho detto ieri su Twitter, credo che 4,5″ siano il limite invalicabile per definire uno smartphone. Schermi di diagonale superiore vanno a finire nella categoria dei phablet, ovvero una via di mezzo tra uno smartphone e un tablet, da utilizzare con due mani. Che si traduce in una grande scomodità nell’uso quotidiano. Voglio comunque sottolineare che queste sono le mie impressioni (e spunti di discussione per i commenti), non certo verità assolute. Vedremo se con il tempo cambierò idea.

La risoluzione di questo colossale schermo è di 1280*720, superiore quindi a quella dell’iPhone 5 (1136*640) ma inferiore come densità di pixel: 306 pixel per pollice contro i 326 del melafonino. Inutile dire che siano due ottimi schermi, certo che vedere un film su un 4,8″ a quella risoluzione non è niente male.

Design

Sir Jony Ive è sicuramente uno dei migliori designer in circolazione. Per quanto il Galaxy S3 sia un ottimo dispositivo, molto bello da vedere e con un buon design, si avverte la sua mancanza. I materiali sono plasticosi e ad averlo in mano si percepisce di essere scesi di fascia di prezzo. Ma questo non è necessariamente uno svantaggio: se è quasi una follia portarsi in giro un iPhone 5 senza custodia, per il GS3 non è così, anche perché mal che vada con una manciata di euro si sostituisce la back cover. Quindi possiamo dimenticarci l’angoscia dei graffi. Ovvio che non farò mai un altro crash test, quindi non chiedetemi se resiste alle cadute.

E poi ragazzi, la batteria rimovibile. Questo è un amarcord: stacco la scocca posteriore. Ecco tornare tutti quei “click”, “clack” e “tak” che avevo dimenticato. Estraggo la batteria (!!!), inserisco la SIM. Galaxy appena comprato e già inizio a rimpiangere la semplicità dell’iPhone e il suo cassettino per la SIM: su questo dispositivo inserirla è quasi un’impresa, davvero molto scomodo. Abituatevi alla parola “scomodo” perché la scriverò spesso.

A proposito di scomodità: gli accessori. Ok per le cuffie in-ear, io non le sopporto ma sono gusti. Credo che le Earpods siano 100 volte superiori, ma sono gusti. Ok per il cavo micro-USB, il Lighting è tutta un’altra eleganza ma vuoi mettere poter avere un cavo a 2 euro? E soprattutto, vuoi mettere la comodità di poter caricare il dispositivo praticamente ovunque? Chiunque ha un cavetto micro-USB dai. E allora la scomodità dov’è? QUI!!

QUALCUNO MI SPIEGHI IL PERCHÉ DI QUESTO SCEMPIO!!1!!11!
QUALCUNO MI SPIEGHI IL PERCHÉ DI QUESTO SCEMPIO!!1!!11!

Ma ci voleva tanto? Mah. Siamo troppo abituati ad Ive. Troppo. Troppo.

A proposito di scomodità 2: perché mettere il tasto spegnimento sul lato opposto ai tasti del volume e alla loro stessa altezza? Io ho bisogno di una risposta sensata a questa domanda. Ogni volta che voglio alzare il volume accendo lo schermo e viceversa. Almeno la Sony c’ha piazzato un pulsantino tondo. Al tatto si capisce perfettamente cosa stai andando a premere. Ai koreani evidentemente piace confondere le idee. Ah, inoltre quando pure capisco cosa sto facendo finisco per premere entrambi i tasti insieme:

Pollice sul tasto che alza il volume e indice sul tasto spegnimento. Se premi uno premi anche l'altro. Un punto d'appoggio libero Samsung, UN PUNTO D'APPOGGIO LIBERO!
Pollice sul tasto che alza il volume e indice sul tasto spegnimento. Se premi uno premi anche l’altro. Un punto d’appoggio libero Samsung, UN PUNTO D’APPOGGIO LIBERO!

A proposito di scomodità 3: Lo speaker sul retro. Devo aggiungere altro? Un lato positivo però ce l’ha: quando gioco in landscape non vado a tappare i fori con le dita.

A proposito di scomodità 4: odio quei tasti touch all’esterno del touchscreen. Non li sopporto proprio. Non ce n’era bisogno! Basta un pulsante, perché metterne tre? E soprattutto, perché touch? Il Lumia li aveva fisici, ed era molto meglio. Non solo con una mano devo contorcere le dita per riuscire ad arrivare nei punti più remoti del maxischermo display, ma va anche a finire che sfioro col palmo della mano il tasto indietro e mi cambia schermata mentre sto scrivendo un messaggio. Un disastro. Spero di abituarmi anche a questo ma per ora la notte sogno Tim Cook che mi guarda con aria di disapprovazione e mi fà cenno di “no” con la testa. Sogno anche Craig Federighi che mi chiede “perché lo hai fatto?”. Ma è solo questione di tempo, passerà. Forse.

E anche oggi non ho scritto una parola su Android! Mi rifarò domani, promesso. Intanto ditemi cosa ne pensate delle cose che oggi mi hanno fatto tanto arrabbiare. Fanno arrabbiare anche voi?