
Partiamo da un dato di fatto: fra Apple e Google è guerra fredda. Pur volendo essere meno tragici, si può dire con certezza che i rapporti fra Cupertino e Mountain View non sono buoni. Tutto è iniziato con le dimissioni di Eric Schmidt, CEO di Google, dal consiglio di amministrazione di Apple. Google si è messa in testa di fare un suo browser, Chrome, un suo sistema Operativo, Chrome OS, e il suo personale iPhone-killer-che-non-killa, il Nexus One.
Poi ci sono state le schermaglie delle acquisizioni: Google che si è presa AdMob (si pensa strappandola ad Apple) ed Apple che si è presa LaLa (la voleva Google). Poi c’è stata pure Quattro Wireless, diretta concorrente di AdMob inglobata dall’azienda di Cupertino, in previsione di futuri sviluppi nel settore dell’advertising mobile in cui iPhone e iPod touch sono diventati ormai i dispositivi di riferimento.
Le ultime indiscrezioni, provenienti da fonti attendibili come BusinessWeek e CNBC, suggeriscono un avvicinamento fra Apple e Microsoft al fine di portare Bing su Safari Mobile.
L’attacco finale, secondo gli analisti, potrebbe essere a questo punto il lancio, in futuro, di un motore di ricerca targato Apple, che possa diventare un diretto concorrente di Google nel suo settore di appartenenza e permetta a Cupertino di controllare tutto “l’ecosistema”. Ma è davvero uno scenario possibile?
Secondo Jim Goldman, noto giornalista di CNBC, la possibilità esiste, sebbene sul breve periodo la partnership con Microsoft per l’inclusione di Bing su iPhone e iPod touch è più concreta di quanto si pensi. Le ragioni addotte dalle ben informate fonti di Goldman sono sostanzialmente tre:
- Apple riceve una somma da Google per ogni ricerca effettuata su iPhone e iPod touch. Microsoft potrebbe essere disposta a pagare decisamente di più pur di soppiantare Redmond all’interno di milioni di dispositivi.
- Steve odia Eric (Schmidt)
- Jobs e soci non sono “anti-Microsoft” a priori (l’ultimo decennio ha visto un forte riavvicinamento) e i rapporti fra le due aziende al momento non si possono definire cattivi.
In particolare, aggiungiamo noi, al momento i rapporti diplomatici fra Apple e Microsoft sembrano decisamente migliori di quelli fra la Mela e Big G.
Chiarito questo punto procediamo con la domanda da un milione di dollari: Apple potrebbe davvero invadere il campo di Google e creare un proprio motore di ricerca? Secondo Goldman e BusinessWeek la possibilità non è da scartare.
Ci sono tuttavia da prendere in considerazione diversi aspetti che non depongono a favore di questa prospettiva come ad esempio la totale assenza, all’interno di Apple, di un know-how specifico.
Creare da zero un motore di ricerca non potrebbe non essere nemmeno alla portata di Steve e soci e di sicuro sarebbe necessaria qualche acquisizione importante (che non passerebbe inosservata) per poter procedere in questa direzione. In più sfruttare il servizio di qualcun altro, che per giunta ti paga per comparire sui tuoi dispositivi mobile, permette di non dover pensare ad una fetta importante dei servizi disponibili sui propri dispositivi e di focalizzare l’attenzione su altri aspetti dello sviluppo dei prodotti.
Ci sono voluti dieci anni e una strategia rivoluzionaria per trasformare iTunes nell’ecosistema “modulare” e “modulabile” che conosciamo oggi. Google ci ha messo 12 anni per diventare l’incredibile potenza nel settore delle ricerche su Internet che è oggi. Quanti ce ne vorrebbero ad un motore di ricerca nuovo di zecca, per quanto “firmato” Apple, a diventare un pericoloso concorrente per Mountain View?
Leonardo, nei commenti al nostro post di ieri sulla questione “Bing sull’iPhone”, chiedeva un sondaggio sulla questione. Seppur con una domanda differente, lo accontentiamo e vi chiediamo:
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Non dimenticate di dire la vostra nei commenti.