Phil Schiller è il paladino dei developers di App Store?

di Michele Baratelli 3

Il sistema di approvazione delle applicazioni per iPhone e iPod touch è sempre più criticato per via di alcune scelte, talvolta apparentemente senza senso, applicate dai controllori di Cupertino. È già capitato che qualcuno tra i developers di App Store abbia giocato su questo fatto così da ottenere una pubblicità mondiale gratuita (è questo il caso del recente Ninjawords, il vocabolario che si credeva fosse stato censurato e poi vietato pure ai minori) ma allo stesso tempo è capitato anche che altri tra i developers, vedendosi rifiutata la propria App, abbiano perso mesi e mesi di lavoro. Niente paura perché ora è arrivato il paladino degli sviluppatori di App Store: Phil Schiller è sempre più al servizio della giustizia.

Con la certezza che settembre porterà parecchia rivoluzione all’interno del famoso “ufficio censura” di Apple (è lecito credere che la dirigenza sia ormai stufa di “figuracce a livello mondiale”), Phil Schiller sfrutta la sua importante carica per essere al servizio del popolo di developers senza i quali App Store non sarebbe diventato ciò che è ora.

L’idea di uno Schiller come paladino dei developers prende spunto dalle ultime vicende che vedono il “buon Phil” sempre più interessato ai meccanismi che ruotano intorno al negozio virtuale di applicazioni di Apple. L’ultimo fatto in ordine cronologico riguarda l’applicazione Rising Card che propone alcuni trucchi magici con le carte.

Apple ha rifiutato in un primo momento l’applicazione perché i “trucchi magici potevano disorientare gli acquirenti” (the magic trick app would be confusing to customers) e TUAW si è fatta portavoce del pensiero dei developers mettendo in ridicolo il processo di approvazione delle applicazioni. Vogliamo infatti parlare, ad esempio, delle applicazioni che propongono di scattare foto ai raggi X? Quelle non “confondono gli acquirenti“?

Ecco che ancora una volta Schiller ha preso in mano la situazione promettendo un “trattamento speciale” per l’applicazione in questione: pochi giorni dopo, infatti, è approdata in App Store. Qual è dunque la morale della favola? A voi la tastiera.

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