Vai al contenuto
Home » Commento » A spasso con l’iPad: il Tablet in mobilità

A spasso con l’iPad: il Tablet in mobilità

Photo Credit: Jared Earle on Flickr

Non ci sono ancora numeri ufficiali a confermarlo, ma il dato è noto: in Italia gli iPad 3G hanno venduto molto meglio della versione Wi-Fi. Grande merito va al piano tariffario di 3, 5€ al mese per 3GB, che ha fatto gola un po’ a tutti e ha giustificato in molti casi la spesa di un centinaio di Euro in più per il modello in grado di connettersi alla rete cellulare.

La connessione ad internet 3G, in un paese dove trovare un hot-spot Wi-Fi libero oltre che paradossalmente al limite della legalità è pure difficile come beccare una quaterna secca, è l’unica soluzione per accedere ad internet in mobilità. Per un dispositivo che campa a pane e Internet come l’iPad il 3G è una feature praticamente indispensabile. Come si comporta dunque l’iPad 3G in mobilità? Come se la cava in quanto a durata del segnale e consumo di batteria con il 3G attivo? Provo a rispondere a questi ed altri interrogativi sulla base della mia esperienza personale.

Partiamo subito col dire che la copertura di H3G mi ha colpito più che favorevolmente. Come molti di coloro che già hanno 3 sull’iPhone sapranno, si può disattivare la connessione dati in caso di roaming su TIM ed evitare che il credito sulla carta vi venga succhiato via alla velocità della luce. Ma la ricezione di 3 sull’iPad, almeno nel mio caso, è stata sempre ottima e non mi è capitato praticamente mai di trovarmi in zone morte o sotto roaming.

Ho potuto fare la prova del nove durante un recente viaggio in treno sulla linea tirrenica in direzione Roma. Ora, io non sono un grande sostenitore degli operatori mobili e intrinsecamente penso sempre che il loro modello di business si basi su un credo fondamentale: spillare più soldi possibile all’utente. Mi venga un colpo se Tre non ha trovato il modo di farmi rivedere questo mio amato pregiudizio da bifolco.

Durante il viaggio in treno il mio iPad è praticamente rimasto sempre connesso ad internet, salvo lunghe gallerie. Qualcuno mi deve rivelare il segreto. Tre ha coperto tutta la linea ferroviaria tirrenica? Come diavolo è possibile che in certe aree urbane ancora non si prenda il segnale e nella campagna di Campiglia Marittima il mio iPad segnasse invece 5 tacche fisse? Insomma, come avrete capito sono rimasto esterrefatto della performance di 3 in treno, nonostante il nome del mezzo di trasporto suggerisse tutto il contrario (3-NO – ok, battuta pessima; almeno non corro il rischio che Luttazzi se la “citi”).

Entusiasmo sconsiderato per la connettività 3 a parte, l’iPad è nato per diventare un compagno di viaggio. Se avete in calendario un viaggio con la vostra/o fidanzata/o cancellate tutto e con quello che risparmiate compratevi un iPad 3G e partite con lui. Vi divertirete un sacco. Oddio, ci sono certe cose che con l’iPad vi sconsiglio di fare, poi ognuno ha le sue perversioni e non sarò certo io a giudicarvi.

Grandi notizie anche dal fronte batteria. Sulla carta la connettività 3G dovrebbe peggiorare la durata di una carica (Apple parla di 9 ore di utilizzo con 3G attivato). Sinceramente non sono riuscito a fare un vero confronto, perché la batteria dell’iPad mi dà l’impressione di durare tanto in qualsiasi condizione d’uso. Nella mia due giorni romana il mio iPad 3G ha avuto bisogno di una bottarella di carica solamente il secondo giorno prima del ritorno, ma avendolo usato costantemente in treno, in maniera molto più “concentrata” rispetto all’uso casalingo sotto Wi-Fi, mi riesce difficile discernere le origini di un maggior consumo.

Durante il viaggio la custodia Apple si è dimostrata un accessorio indispensabile, non tanto perché fornisce un’ottima protezione ma anche perché aumenta la maneggevolezza del dispositivo oltre a fungere da comodissimo “stand” inclinato. Mi ero portato dietro anche la tastiera wireless Apple, convinto che potesse servirmi per scrivere meglio, ma non ho mai davvero sentito il bisogno di tirarla fuori dallo zaino.

Nel complesso la mia esperienza d’uso di iPad in mobilità è stata nettamente positiva. Me è ancora presto per convincermi a lasciare a casa il MacBook Pro. Non sono d’accordo con chi dice che l’iPad è nato solo per fruire contenuti e non per crearne. Per chi come me scrive molto l’iPad è davvero più che sufficiente. Nel MacBook Pro però ho un universo che ancora non sono riuscito a comprimere a dovere nel Tablet (e probabilmente non potrò mai) e la nuvoletta che tutto tiene (che sia DropBox, MobileMe, GoogleDocs), almeno per me, è ancora soltanto un’opzione, non una scelta attuabile senza dover cedere a mille compromessi.

Voi avete già testato il vostro iPad 3G in mobilità? Come vi siete trovati? Condividete la vostra esperienza nei commenti.