
Avviso dedicato ai lettori deboli di cuore e anche ai lettori che hanno acquistato un iMac da 24 pollici a settembre: interrompete qui la lettura perché i risultati dei benchmarks dei nuovi iMac Core i7 potrebbero rovinarvi la giornata. Le prime consegne dei nuovi iMac con processore Intel Core i7, oltre a catturare l’attenzione mediatica per via del classico “unboxing” (in realtà all’esterno sono uguali al modello “economico” con schermo da 27 pollici), hanno generato un grandissimo interesse per quanto riguarda le prestazioni: sono davvero così potenti come li vuole l’immaginario comune?
Il risultato lo avete davanti agli occhi nel grafico proposto qui sopra: il nuovo iMac Core i7 è 2 volte più potente del nuovo iMac “entry level”. Questo “mostro” è paragonabile ad una sorta di workstation domestica. Pienamente d’accordo con chi sostiene che “la potenza non è mai abbastanza” ma questa volta non è forse un po’ troppa?
Per quanto i benchmark offrano dati “talvolta non plausibili” e andando oltre al fatto che i risultati offerti da “GeekBench” possano essere poco affidabili, credo che la notizia che vogliamo analizzare oggi sia palese: il nuovo iMac Core i7 offre un divario prestazionale abissale con il modello base.
Da notare che l’iMac Core i7 garantisce circa il 35% di potenza in più rispetto al modello con processore Intel Core i5 e la differenza di prezzo è di soli 180 euro: uno “sforzo economico” più che giustificato.
Utilizzando sempre come riferimento tali dati, è interessante sottolineare anche il divario prestazionale tra il processore presente nel modello base (3.06GHz Intel Core 2 Duo) e quello opzionale (3.33GHz Intel Core 2 Duo). Siamo lontani dalla differenza, pari a un +35%, dei processori top di gamma e, proprio per questo motivo, i 180 euro necessari per l’upgrade possono anche essere risparmiati e investiti su qualcosa di più utile.
Se già con un “iMac normale” si può ipotizzare di non cambiare più il computer per almeno 3-4 anni (sfizi a parte), i nuovi iMac Core i7 offrono prestazioni tali da garantirne l’utilizzo per quasi un decennio. Scherzi a parte, complimenti ad Apple perché finalmente riesce ad offrire un iMac interessante anche per professionisti. L’utente medio non credo riuscirà mai a sfruttare tutta questa potenza.