Si è da poco chiusa Google I/O 2010 , la due giorni di Big G dedicata agli sviluppatori durante la quale Google ha presentato numerose novità e innovazioni. Uso volutamente la parola “innovazioni” perché l’impressione generale che ho ricavato da questo evento è sicuramente positiva. Per quanto uno possa reputare iPhone OS superiore ad Android (e sotto certi versi è innegabile che lo sia, sotto altri punti di vista è vero il contrario) è sicuramente cosa buona e giusta l’esistenza di un concorrente forte nel mercato delle piattaforme mobili.
Ci sono però alcuni aspetti in cui Google dovrebbe imparare molto da Apple e uno di questi è senza dubbio il planning dei keynote. Questi eventi sono una vetrina dell’immagine pubblica dell’azienda e svolgono un grosso ruolo nella percezione generale del brand. Ecco perché scivoloni come quello mostrato dal video in apertura si potrebbero evitare. Non ho ben capito perché abbiano voluto farlo, ma sta di fatto che durante il keynote di mercoledì scorso, per mostrare la stessa applicazione su iPhone OS e Android, è stato scelto di mettere a confronto un iPad con uno smartphone Android, con risultati tutt’altro che brillanti per quest’ultimo.
C’erano delle difficoltà di connessione Wi-Fi nell’area del palco (notare l’ironia di “Google” che non riesce a connettersi ad Internet) ma ciò nonostante l’app per iPad – web app, non nativa – ha funzionato drasticamente meglio rispetto a quella implementata sul dispositivo Android, nonostante il codice alla base di entrambe fosse pressoché lo stesso.
Robert Evans su i4U News ha definito questa gaffe “uno dei problemi più imbarazzanti nella storia recente delle presentazioni tecnologiche”. E in effetti si ha l’impressione di un autogol bello e buono che una migliore preparazione preliminare avrebbe forse potuto evitare.
Gli Androidiani possono consolarsi con la Google TV, anche se pure in quel caso sarebbe bene riservarsi di dire qualcosa quando il prodotto sarà commercializzato per davvero. Dare per scontata la morte di tutti i concorrenti (in un settore che Apple affronta per altro come un hobby) per mano di un prodotto Google che ancora non esiste, forse è un pochino affrettato.