Tutorial: A switcher guide. Come non perdersi nella semplicità del Mac./1

di Emanuele L. Cavassa 14

Le quote di mercato di Apple nei segmenti desktop e notebook si espandono sempre più, rosicchiando incessantemente le percentuali dei Pc che eseguono Windows.
Questo grazie al passaggio ai processori Intel, che garantiscono all’utente la possibilità d’uso di quelle particolari applicazioni Windows che non ci sono sul Mac (pensate a qualche vecchio programma sviluppato apposta in visual basic), al flop di Vista, che neppure Intel vuole installare in azienda e alla pubblicità che da iPod ed iPhone fa da traino incredibile per il Mac.


Lo switcher, quando arriva, pur consapevole della incredibile semplicità d’uso di Mac OS X, si trova a scontrare la sua forma mentis derivata da anni d’uso di Windows con nuove procedure, verso le quali non è sempre immediato abituarsi.


Dalle inutili complicazioni di Windows, dove per disinstallare un programma devi andare in una voce del Pannello di controllo che si chiama Installazione Applicazioni (ma le installiamo o le disinstalliamo?), al Mac su cui basta trascinare nel cestino e svuotarlo, si può capire che i nuovi arrivati siano spaesati da tanta semplicità.


Su Usenet ogni tanto arriva qualche nuovo utente che chiede lumi su come installare le applicazioni dalle immagini disco, di cui non capiscono la filosofia: si trovano il programma all’interno, lo eseguono dal volume virtuale e lo posizionano nella Dock, così che ogni volta in cui vogliono lanciare l’app si ritrovano a dover attendere il mount dell’immagine disco sulla scrivania…
Quando l’estrema semplicità diventa estrema complicazione, solo perché nessuno gli ha mai detto come fare su Mac OS X.


Vediamo allora come installare le applicazioni su Mac OS X.


immagini disco
1. Download.
Ormai la maggior parte delle applicazioni con cui abbiamo a che fare le scarichiamo dal sito del produttore.
I formati prediletti per la distribuzione sono .dmg (Disc image file, immagini disco che vengono montate sulla scrivania come fossero chiavette usb, anche l’icona è la medesima), oppure archivi compressi come .zip, .rar, .sit.
Gli zip sono gestiti nativamente da OS X, per .rar e .sit dovete rivolgervi a programmi di terze parti, come Stuffit Expander, gratuito.
Se siete su Tiger, il download di default andrà sulla scrivania.
Se siete su Leopard, Safari scaricherà il file nella cartella Download. In entrambi i casi, i file .dmg e gli .zip verranno aperti automaticamente a download completato.
Lo .zip sarà decompresso, il suo contenuto posizionato nella cartella in cui era stato scaricato e l’archivio sarà spostato nel cestino.
Il file .dmg sarà invece attivato sulla scrivania, sotto forma di disco virtuale e la sua finestra sarà aperta nel Finder.


2. Installazione dell’applicazione.
Sotto Mac OS X ci sono due modi di installare un’applicazione.


Il primo e più semplice (che però crea più “problemi” agli switcher) è il trascinamento. Il 90% delle applicazioni per Mac vanno semplicemente trascinate dall’immagine disco che le contiene alla cartella Applicazioni. Finito.


Il secondo metodo, seguito dalle applicazioni che necessitano di scrivere file in posizioni particolari del sistema, è quello dell’installer.
In questo caso nell’immagine disco troverete un file .pkg dall’icona di una scatola con un cubo giallo all’interno: doppio click sull’installer e seguite le istruzioni a schermo, fino al completamento del processo.


Perché il primo metodo, che dovrebbe essere il più facile, crea più problemi agli switcher? Perché arrivando da Windows, dove le immagini disco non esistono e sono abituati agli installer, trovandosi davanti il file .app del programma hanno come primo impulso quello di farci doppio click sopra, pensando di eseguire l’istallazione, mandando invece in esecuzione il programma stesso.
A quel punto, trovandosi l’icona nella dock, il passo successivo è quello di spuntare la voce “Mantieni nel Dock”.
Quindi, ogni volta in cui faranno click sull’applicazione, staranno montando l’immagine disco per poter eseguire l’applicazione che hanno lasciato lì dentro, il tutto senza avere la minima idea di quel che sta accadendo.
Per fortuna, i processori Core 2 Duo sono sufficientemente potenti da eseguire questa operazione senza che l’utente si accorga che ci vuole troppo per avviare l’applicazione. Ma è sicuramente meglio fare le cose come dovrebbero essere fatte, per evitare di avere centinaia di immagini disco da caricare ogni volta in cui si vuole far partire delle applicazioni!


E per disinstallare? Come detto, è sufficiente prendere l’applicazione e buttarla nel cestino: cliccate su Vuota cestino, ed è fatta!
Ah, ovviamente, non fatelo su Windows: non credo che il vostro registro di sistema ne sarebbe contento!


Per i nuovi Mac user che ci seguono: cosa vorreste che trattassimo domenica prossima?


Buona serata a tutti, arrivederci alla prossima puntata!