Intel dice no a Vista; un Mac nell’80% delle aziende americane

di Andrea "C. Miller" Nepori 12

Intel Not Upgrading To Vista

A circa un anno e mezzo dal lancio del vituperato Windows Vista, Intel ha deciso che non eseguirà l’upgrade sulla maggior parte degli 80.000 PC in dotazione ai propri dipendenti. Lo rivela il New York Times citando una fonte anonima interna all’azienda di Santa Clara. Nel frattempo a rincarare la dose arriva un sondaggio condotto da Yankee Group Research, secondo il quale i Mac sono presenti nell’80% delle aziende americane.

Il colpo basso sferrato da Intel a Microsoft è particolarmente doloroso se si considera la partnership storica fra le due aziende. In realtà la fonte del New York Times svela che la scelta di Intel non è assolutamente indizio di un deterioramento dei rapporti con Redmond, ma è soltanto il frutto di un accurato studio del rapporto fra costi e benefici di un eventuale upgrade a Windows Vista. Il gigante di Santa Clara ha incaricato l’IT Staff interno di valutare la possibilità del passaggio al più recente sistema operativo e la risposta è stata fredda e razionale: meglio tenerci Windows XP.

C’è chi sostiene che la sorprendente posizione di Intel possa tradursi in un’imminente passaggio ad un altro sistema, ma è forse più plausibile che visti i rapporti continui fra Santa Clara e Redmond, Microsoft possa cercare di risolvere la situazione mettendo nuovamente mano a Vista, magari con la release di un nuovo SP, nella speranza che Intel possa ripensarci. Sarebbe bello credere che Intel voglia proporsi come l’azienda switcher per eccellenza e passare a Mac, ma allo stato attuale delle cose l’ipotesi rimane piuttosto improbabile anche perché all’azienda non converrebbe legarsi  a doppio filo ad uno dei propri principali  clienti, nonostante le idilliache relazioni  in corso.

Ma proviamo a sognare davvero: e se Intel decidesse di passare a Linux? Naturalmente i costi sarebbero alti, ma il ritorno sul lungo termine li coprirebbe abbondantemente. Immaginatevi cosa significherebbe per lo sviluppo e la diffusione del pinguino una scelta di campo di questo tipo da parte di uno dei più importanti produttori di Chip del mondo. Liberi di pensare che questo scenario rientri a pieno diritto nella top ten delle rivoluzioni utopistiche, insieme alla divulgazione delle tecnologie per la realizzazione della fusione fredda da parte del governo americano, ma del resto avreste mai pensato che IBM potesse scegliere di vendere servizi legati a Linux e all’Open Source?

Se Intel potrebbe non scegliere di passare a Mac, l’80% delle aziende americane hanno invece già deciso di passare, almeno in parte, ad Apple. Lo rivela uno studio di Yankee Group Research, pubblicato in anteprima da ComputerWorld (via). Laura DiDio, che ha condotto la ricerca per Yankee Group, ha intervistato 700 professionisti dell’IT che lavorano per le società più disparate e ha scoperto che in molti casi i Mac presenti in azienda non sono solo uno o due, ma molti di più. “Apple è stata promossa in serie A” Dice la DiDio, nonostante Cupertino non abbia inaugurato alcuna strategia di marketing mirata esplicitamente a conquistare questa parte del mercato. Come dire che El Jobso dovrebbe mandare una letterina di ringraziamento a tutto il Vista team, su nello stato di Washington.

La ricerca mette in luce un altro aspetto particolarmente importante: molti degli intervistati hanno scelto Mac per la possibilità di utilizzare più di un sistema operativo, sia tramite virtualizzazione software (per la gioia di Parallels e VMWare) che grazie a BootCamp. Soprattutto in ambito business il futuro sta nella pluralità e nell’integrazione fra sistemi diversi proprio grazie alla virtualizzazione: sotto quest’ottica Apple è oggettivamente avanti anni luce rispetto ai propri concorrenti. E’ la sostanziale differenza che corre fra un’azienda che mira ad imporre degli standard attraverso l’instaurazione di un monopolio (Microsoft) e un’azienda che pur gelosa delle proprie innovazioni e delle proprie soluzioni fa forza sulla qualità e non ha alcuna paura della pluralità.