Steve Jobs: non terrò il keynote per problemi di salute, ma rimango CEO

di Andrea "C. Miller" Nepori 9

Con una lettera pubblicata da Apple oggi, Steve Jobs ha confermato che non terrà il keynote del Macworld a causa della propria salute. L’iCEO ha voluto rendere pubblica la notizia per porre fine ai rumors che ne indicavano addirittura la prossima dipartita e in modo che tutti possano “rilassarsi e godersi lo show di domani”. Steve Jobs, e questo è ciò che conta, non è in pericolo di vita. Il cofondatore di Apple ammette che alla base di tutto c’è la sua repentina perdita di peso, che tuttavia non ha nulla a che vedere con una recidiva del tumore che lo colpì anni addietro ed è invece dovuta ad uno scompenso ormonale. La cura è semplice ma lunga e lo impegnerà fino a primavera. Nel frattempo potrà continuare ad occuparsi di Apple in veste di CEO.

Nella lettera Jobs ammette che questo è stato il primo Natale in 11 anni che egli ha passato con la propria famiglia senza occuparsi dei preparativi per il MacWorld.
Jobs conclude dicendo:

Durante gli ultimi undici anni ho dato più di tutto me stesso ad Apple. Sarò il primo a farmi avanti e a dire al nostro consiglio di amministrazione quando non potessi più tenere fede ai miei impegni in veste di CEO di Apple. Spero che tutta la comunità Apple vorrà supportarmi nel mio periodo di recupero e sappia che per me viene prima di tutto ciò che è meglio per Apple.

Sebbene la lettera di Jobs contribuisce a dissipare con una notizia relativamente positiva (Steve non sta bene ma non è in pericolo di vita)  i rumors sulla sua salute non dubitiamo che essa innescherà feroci polemiche, soprattuto in relazione alla gestione di tutta la faccenda da parte del dipartimento di pubbliche relazioni di Apple.
A più riprese i portavoce di Cupertino hanno infatti negato che la scelta di affidare il Keynote del Macworld a Phil Schiller e l’assenza di Jobs fossero da collegare ai problemi di salute del CEO. In ogni caso, come fa notare anche Jim Goldman di CNBC, non esiste alcuna legge che obblighi una società quotata a rivelare informazioni sulle condizioni di salute del proprio CEO qualora esse non inficino la sua capacità di guidare l’azienda.