iWork: nuova versione online?

di Michele Baratelli 1

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Il futuro è sempre più legato al web e alle possibilità offerte dall’online tanto che anche le applicazioni più famose quanto datate, vedi Office di Microsoft, si preparano alla naturale evoluzione. Apple ovviamente non si ferma a guardare e, dopo aver lanciato la beta di iWork.com lo scorso gennaio, ora è pronta al passo successivo. Si vocifera infatti che la nuova versione di iWork possa essere ancora più aperta al web permettendo di editare i testi direttamente online così come è già possibile fare da tempo con GoogleDocs.

I rumors in merito si sono intensificati quando TechCrunch ha fatto notare un nuovo annuncio di lavoro a firma Apple: “cercasi un programmatore software altamente motivato nella produzione di un’applicazione internet scalabile“. Tale annuncio, letto nella sua integrità, fa pensare all’inedita nuova versione di “iWork on the cloud“, concettualmente simile a MobileMe. Per la gioia di tutti noi, sarà presto possibile lavorare sempre, da ogni luogo e postazione: bello il futuro, vero?

Lasciando da parte gli scherzi, ecco il dettaglio dell’annuncio di lavoro di cui sopra. Il candidato dovrà disporre delle seguenti caratteristiche:

  • Esperienza di linguaggio JavaScript e tecnologie di sviluppo browser,
  • Computer-grafica – matematica, algoritmi e programmazione,
  • Esperienza nello sviluppo di applicazioni internet,
  • Esperienza nella creazione di presentazioni/collaborazioni o progetti di word processing.

I ragazzi di iPhoner immaginano un particolare scenario futuro dove, proprio grazie a questa nuova versione di “iWork online”, sarà possibile la naturale convergenza tra diverse diverse piattaforme hardware come il classico computer, il sempreverde iPhone e l’inedito tablet.

Un simile servizio “on the cloud”, vicino concettualmente a MobileMe, deve disporre di una adeguata infrastruttura per evitare un flop al lancio paragonabile a quello dell’illustre cugino (MobileMe appunto). Questa naturale evoluzione dell’odierno iWork.com è supportata anche dalla recente notizia della costruzione di un “data center” da 1 miliardo di dollari in North Carolina che, dunque, non servirà solo per App Store.

Vista questa propensione per la rete, sarà online anche il prossimo OS per computer Mac, alla stregua di Chrome OS?