C’è Steve Jobs dietro alle pagine di iBooks

di Giordano Rodda 3

Fermi tutti: forse dobbiamo delle scuse a Scott Forstall. Nei giorni post-WWDC il minimalismo è tornato di prepotenza a imperare in Apple, tanto che persino Jony Ive si è appena snellito il titolo; l’ex SVP of iOS software è invece il simbolico relitto di quel passato skeuomorfico che ora tutti si affrettano a rinnegare. Almeno fino a qualche giorno fa. Ecco infatti Eddy Cue ammettere candidamente, durante l’udienza per il cartello degli ebook, un’inaspettata genesi per le «pagine animate» in iBooks: nientemeno che lo stesso Steve Jobs.

Pooh

A dirla tutta la notizia non è poi una grande sorpresa. Che Jobs fosse un fan del design «più vero del vero» è cosa abbastanza nota, tanto che il criticatissimo look fintapelle di iCal e Calendar arriva dritto dritto da un pattern del jet privato Gulfstream appartenuto all’ex CEO – cosa che, comunque la si veda, è davvero un po’ difficile definire «minimalista». E anche il look da sala da gioco di Game Center fu voluto da Sua Maestà Steve.

Se non altro, bisogna dire che il page flip o page turn (appena brevettato da Apple, malgrado la pletora di sviluppatori che ne avevano già fatto uso in precedenza) appare tra gli effetti meno intrusivi e più intuitivi per il neofita.

Durante l’udienza, Cue ha rivelato altri particolari interessanti: fu sempre Jobs a volere Winnie the Pooh incluso gratuitamente con iBooks, vista la bellezza dei suoi disegni, e il fondatore di Apple scelse personalmente anche il libro per la prima demo nel gennaio 2010: «True Compass», l’autobiografia di Ted Kennedy. A detta del SVP of Internet Software and Services, «i Kennedy significavano molto per lui».