Falla AT&T: arrestato l’hacker che l’ha rivelata

di Andrea "C. Miller" Nepori 6

L’FBI ha arrestato ieri Andrew “Escher” Auernheimer, l’hacker che assieme ad alcuni collaboratori ha scoperto e svelato la falla nel sistema di AT&T che ha permesso la raccolta di più di 100.000 indirizzi email di acquirenti di iPad 3G. Non sono le accuse di frode informatica ad aver portato all’arresto dell’informatico, fondatore di Goatse Security: quando i federali hanno perquisito la sua abitazione nell’Arkansas hanno trovato diverse dosi di cocaina, LSD ed altri stupefacenti.

Non è ben chiaro come abbia fatto l’FBI a trovare queste sostanza durante una perquisizione volta unicamente al sequestro di materiale informatico, ma non è certo il caso di fare dietrologia. AT&T, nella propria tardiva lettera di scuse agli utenti, aveva già emesso la propria sentenza, addossando tutta la colpa del fattaccio agli “hacker malevoli” capeggiati da Auernheimer, senza ammettere che è stato un grave errore dei tecnici del carrier a lasciare aperto un varco largo come una galleria.

Per quanto le accuse di possesso di stupefacenti siano difficili da contestare, va tenuto conto del fatto che non ci sono davvero delle ragioni che possano giustificare il raid dell’FBI a casa di Auernheimer, se non le pressioni di AT&T, che ha tutto l’interesse ad incolpare un gruppo di hacker anziché ammettere la propria defaillance.

Gli hacker di Goatse Security hanno semplicemente esposto pubblicamente il problema, senza per altro forzare delle aree protette del sito di AT&T. Si sono addirittura premurati di attendere la riparazione della falla prima di rivelarla pubblicamente. Di certo il super scoop di Ryan Tate su Valleywag, che titolava dando la colpa ad Apple di un problema che riguarda solo AT&T, non ha migliorato la posizione di “Escher” Auernheimer. L’hacker aveva risposto duramente in prima persona alle accuse mosse da AT&T nella lettera inviata agli utenti domenica scorsa.